
Castiglione Olona (VA), 6 giugno 2026, ore 21:00. C’è un borgo medievale in Lombardia, arroccato su una collina tra Varese e Como, che sembra fatto apposta per fare da cornice a qualcosa di magico. Si chiama Castiglione Olona, e al suo interno, tra affreschi del Quattrocento e vicoli in pietra, si nasconde Palazzo Branda Castiglioni con il suo Portico d’Onore, un loggiato rinascimentale che sembra sospeso nel tempo.
Proprio lì, sabato 6 giugno, andrà in scena un evento insolito: un concerto a lume di candela intitolato “OtoDama – L’anima dei suoni” , che unisce la musica tradizionale giapponese alle sigle degli anime che hanno fatto sognare generazioni di italiani .
Se non avete mai sentito parlare di sanshin (uno strumento a corde dell’isola di Okinawa) o non sapete cosa significa OtoDama, non preoccupatevi: l’evento è pensato proprio per chi vuole scoprire il Giappone in una chiave intima e suggestiva, lontana dalle grandi fiere affollate. E poi, diciamocelo: un concerto all’aperto, la sera, con centinaia di candele accese e musiciste in kimono, ha qualcosa di irresistibile.
Cosa significa OtoDama? L’anima dei suoni
Il titolo del concerto, “OtoDama” , merita una spiegazione. In giapponese, oto (音) significa “suono”, mentre tama (玉) significa “sfera” o “anima”. Messi insieme, OtoDama evoca l’idea che ogni suono abbia un’anima, una presenza viva capace di entrare in contatto con chi ascolta.
Non è un caso che questo termine sia stato scelto per un concerto a lume di candela. L’atmosfera raccolta, le luci tremolanti, il silenzio del borgo medievale: tutto concorre a creare uno spazio in cui i suoni non vengono solo ascoltati, ma “sentiti” quasi fisicamente. È un concetto che in Giappone è molto caro a certe tradizioni musicali e spirituali, dove il suono non è intrattenimento ma comunicazione profonda tra esecutore, ascoltatore e ambiente circostante.
Chi sono le artiste? Shinobu Kikuchi e Yuriko Mikami
Sul palco del Portico d’Onore ci saranno due musiciste, entrambe giapponesi, che portano con sé strumenti e tradizioni molto diverse tra loro .
Shinobu Kikuchi è una cantante e suonatrice di sanshin. Il sanshin è uno strumento a tre corde originario dell’isola di Okinawa, nel sud del Giappone. Assomiglia a un piccolo liuto, con un manico lunghissimo e una cassa ricoperta di pelle di serpente (oggi spesso di pitone). Il suo suono è secco, ritmico, un po’ “nasale” – molto diverso dalle sonorità più morbide del shamisen (il suo equivalente sulla terraferma giapponese). La musica di Okinawa ha influenze cinesi e del sud-est asiatico, ed è generalmente più allegra e vivace di quella tradizionale giapponese.
Yuriko Mikami è una violoncellista. Il violoncello, naturalmente, è uno strumento occidentale. Ma Mikami lo usa in modo da fondersi con il sanshin e la voce, creando un ponte tra le due tradizioni. Il suo strumento aggiunge profondità e calore, mentre il sanshin porta ritmo e colore.
Entrambe le artiste si esibiranno indossando kimono tradizionali. Il kimono – che letteralmente significa “cosa da indossare” (ki = indossare, mono = cosa) – è l’abito tradizionale giapponese, caratterizzato da linee rette, maniche ampie e una cintura chiamata obi. Indossarlo richiede tecnica e cura, e anche in questo caso la dimensione visiva si aggiunge a quella sonora per creare un’esperienza completa.
Cosa si ascolta? Dalla tradizione alle sigle degli anime
Il programma del concerto mescola sapientemente due mondi.
Da un lato, ci sono i canti popolari e le antiche ninne nanne del Giappone, melodie tramandate oralmente per secoli, che raccontano di lavoro nei campi, di mare, di cambi di stagione, di rituali religiosi. Ascoltare questi brani cantati in giapponese, accompagnati dal sanshin, è come fare un tuffo nel Giappone rurale di un tempo.
Dall’altro lato, ci sono le sigle e le colonne sonore degli anime. Per molti italiani di una certa generazione (diciamo dai 30 ai 50 anni), il Giappone è entrato in casa attraverso i cartoni animati degli anni Ottanta e Novanta: Lady Oscar, Mila e Shiro, L’Uomo Tigre, Ken il Guerriero. Ascoltare quelle stesse melodie, ma reinterpretate con sanshin e violoncello, con la voce che le canta in giapponese originale, è un’esperienza sorprendente e nostalgica insieme.
Il risultato è un viaggio tra Oriente e Occidente, tra tradizione e cultura pop, dove le candele fanno da collante e trasformano l’ascolto in qualcosa di intimo e coinvolgente.
Il luogo: Palazzo Branda Castiglioni e il Portico d’Onore
Una menzione speciale merita la location. Palazzo Branda Castiglioni sorge nel cuore di Castiglione Olona, un borgo medievale fondato nel Duecento che conserva intatto il suo aspetto di “città ideale” del Rinascimento.
Il Portico d’Onore, dove si terrà il concerto, è un loggiato a quattro arcate che affaccia su un cortile interno. È uno spazio raccolto, elegante, circondato da mura antiche. La sera, con centinaia di candele accese, diventa un luogo quasi fiabesco. L’organizzatore, l’associazione Lombardia Segreta, ha scelto appositamente questo formato “a lume di candela” per creare un’atmosfera intima e rarefatta, dove la musica non è sovrastata dal rumore di fondo ma può essere ascoltata in pieno silenzio.
Perché vale la pena andarci (anche se non siete otaku)
Non serve essere esperti di anime o di musica giapponese per godersi questo concerto. Anzi, l’evento è pensato proprio per chi vuole avvicinarsi al Giappone in modo delicato, quasi per suggestione.
I concerti a lume di candela sono diventati popolari in tutto il mondo proprio perché trasformano l’esperienza musicale in qualcosa di più personale e meditativo. Non c’è la folla, non c’è il brusio di sottofondo, non ci sono i telefonini alzati per filmare. Ci sono solo le candele, gli strumenti, le voci, e chi ascolta.
E poi c’è il borgo: Castiglione Olona è di per sé una meta interessante, con la sua Collegiata affrescata da Masolino da Panicale, il Battistero, le case-torri. Arrivare nel pomeriggio, visitare il paese, cenare in uno dei ristorantini e poi assistere al concerto al calar del sole è un programma che vale la pena, anche senza l’attrattiva del Giappone.
Box Informazioni Pratiche
Evento:
“OtoDama – L’anima dei suoni” – Concerto di musica giapponese a lume di candela
Città e Sede:
Castiglione Olona (VA) – Palazzo Branda Castiglioni, Portico d’Onore (Via Mazzini, 23)
Data e Orario:
Sabato 6 giugno 2026, ore 21:00
Prezzo del biglietto:
20,00 euro a persona (unico)
Prenotazione: Obbligatoria su https://lombardiasegreta.com/evento/concerto-di-musica-degli-anime-giapponesi-a-lume-di-candela-a-palazzo-branda-castiglioni-di-castiglione-olona/

