
Se avete sempre pensato che la famosa Grande Onda fosse un quadro, non preoccupatevi: è un errore comune, ma in realtà è una stampa. E se non avete mai capito bene perché un’onda sia diventata l’immagine simbolo del Giappone nel mondo, questa è l’occasione giusta per scoprirlo.
Da fine marzo, Palazzo Bonaparte (proprio di fronte a Piazza Venezia) ospita la più grande retrospettiva mai realizzata in Italia su Katsushika Hokusai, il maestro dell’arte giapponese vissuto a cavallo tra il Settecento e l’Ottocento.
L’evento si inserisce perfettamente nelle celebrazioni per il 160° anniversario delle relazioni diplomatiche tra Italia e Giappone, un anno ricco di iniziative culturali che uniscono i due Paesi.
Non servono titoli di studio in storia dell’arte per visitarla. Basta la curiosità di capire come un vecchio artista di Tokyo (all’epoca chiamata Edo) sia riuscito a influenzare Van Gogh, Monet e persino i fumetti che leggiamo oggi.
Perché questa mostra è diversa dalle altre
Quando si parla di mostre su Hokusai, spesso ci si imbatte in allestimenti con una decina di stampe, magari un po’ sbiadite, appese in una saletta. Questo caso è molto diverso.
L’esposizione romana riunisce oltre duecento opere provenienti dal Museo Nazionale di Cracovia, in Polonia, che possiede una delle collezioni di arte giapponese più importanti d’Europa.
Non si vedranno solo le celebri Trentasei Vedute del Monte Fuji (la serie che contiene la famosa Onda), ma anche:
Libri rari e illustrati che pochi hanno avuto modo di sfogliare.
Manga – anche se attenzione: qui non parliamo dei fumetti moderni. Hokusai usava questa parola (che significa “disegni volanti” o “schizzi”) per indicare dei quaderni pieni di vignette umoristiche e studi di animali, veri e propri manuali visivi per i suoi allievi.
Oggetti d’arte applicata come kimono, armature e lacche che aiutano a capire il contesto del periodo Edo (1603-1868), un’epoca di pace e prosperità in cui l’arte divenne un piacere per la borghesia cittadina, non solo per i nobili.
Chi era Hokusai? L’artista che voleva vivere 100 anni
Per apprezzare una mostra, a volte basta capire la personalità dell’artista. E Hokusai era un personaggio straordinario.
Nato nel 1760, iniziò a disegnare a 6 anni e cambiò nome almeno 30 volte, come voleva la tradizione giapponese quando un artista raggiungeva un nuovo livello spirituale. Era ossessionato dalla pittura.
C’è una frase famosissima che amava ripetere, e che spiega bene l’umiltà dei grandi maestri:
“All’età di 70 anni avevo capito la struttura di uccelli, pesci e piante. A 90 anni penetrerò l’essenza delle cose. A 100 anni sarò diventato meraviglioso.”
Purtroppo, Hokusai morì a 89 anni, nel 1849. La mostra di Roma ci permette di vedere il risultato di questa ricerca ossessiva della perfezione. La sua Grande Onda non è solo una scena di mare: è una costruzione matematica fatta di cerchi e triangoli, che trasforma la furia della natura in una composizione quasi astratta.
Cosa significa “Ukiyo-e”?
Nel descrivere l’arte di Hokusai, sentirete spesso la parola ukiyo-e. È un termine che vale la pena capire.
Letteralmente significa “immagini del mondo fluttuante” . Il termine nasce nel periodo Edo per descrivere una nuova sensibilità culturale: la vita era breve e mutevole come le nuvole, quindi bisognava godersi i piaceri del momento: il teatro, le belle donne, i paesaggi lontani.
Hokusai prese questo genere popolare (pensato per la gente comune, non per i palazzi) e lo portò a livelli di complessità mai visti. Le sue stampe erano prodotte in serie: un disegnatore faceva il bozzetto, un intagliatore incideva il legno, uno stampatore applicava i colori. Era l’equivalente della stampa in serie di oggi, e proprio per questo viaggiava veloce. Fu così che l’Onda arrivò in Europa nel XIX secolo e fece impazzire gli Impressionisti.
Informazioni Pratiche
Ecco tutto quello che serve sapere per organizzare la visita:
Città e Sede: Roma, Palazzo Bonaparte (Piazza Venezia)
Date e Orari: Dal 27 marzo al 29 giugno 2026
Prezzo del biglietto: Intero 18,50€, ridotti da 8,50€ a 17,50€
Sito di riferimento: https://www.mostrepalazzobonaparte.it/mostra-hokusai.php

