AnimeJapan 2026: il più grande evento anime al mondo si avvicina

Il 4 marzo 2026 si è tenuta a Tokyo la cerimonia del “Manga We Want to See Animated Ranking 2026” — il tradizionale evento d’apertura di AnimeJapan — con le Sakurazaka46 come ambassador ufficiali dell’evento per il secondo anno consecutivo. I 222.758 voti espressi in questa nona edizione del sondaggio hanno incoronato The Mortifying Ordeal of Being Seen (di mmk, edito da Shogakukan) come manga più desiderato dai fan

AnimeJapan 2026 aprirà al pubblico il 28 e 29 marzo al Tokyo Big Sight, con 50 panel distribuiti su quattro palchi e oltre 120 aziende espositrici — il numero più alto nella storia dell’evento, alla sua tredicesima edizione. Tra i titoli attesi: Demon Slayer, One Piece, Jujutsu Kaisen e il debutto animato di JoJo’s Bizarre Adventure: Steel Ball Run

L’industria anime ha appena registrato un nuovo record storico: il mercato globale ha raggiunto 25 miliardi di dollari nel 2024, con il mercato estero che rappresenta il 56% del totale — e una crescita del 26% anno su anno rispetto al 2023

La notte che apre la stagione dell’anime

Mercoledì sera, in un teatro di Tokyo, le Sakurazaka46 — alla seconda stagione consecutiva come ambassador ufficiali di AnimeJapan — hanno consegnato i premi della nona edizione del “Manga We Want to See Animated Ranking”. La scena è apparentemente leggera — idol in costume colorato, mangaka emozionati, fan che applaudono — ma dietro c’è qualcosa di molto più grande: il meccanismo che ogni anno decide quali storie, tra centinaia di fumetti in corso di pubblicazione, potrebbero diventare anime.

In questa edizione 222.758 fan hanno votato tra 48 titoli nominati, eleggendo The Mortifying Ordeal of Being Seen come manga più desiderato. Non è un sondaggio online qualunque: nella storia dell’evento, titoli come Spy×Family e The Apothecary Diaries hanno vinto questa classifica prima di ricevere effettivamente un adattamento — e sono diventati due dei più grandi successi degli ultimi anni. Votare qui significa, concretamente, influenzare il palinsesto anime dei prossimi anni.

Tredici anni dopo, AnimeJapan è diventato qualcos’altro

Quando AnimeJapan ha aperto i battenti per la prima volta nel 2014, era un evento specializzato per addetti ai lavori e fan accaniti. Tredici anni dopo, è diventato qualcosa di completamente diverso: il punto di convergenza tra l’industria dell’intrattenimento globale e la cultura pop giapponese. L’edizione 2025 ha registrato oltre 150.000 visitatori tra giornate pubbliche e giornate business — il record storico assoluto — con una quota crescente di partecipanti provenienti dall’estero, trainata da fan europei, americani e sudcoreani che vengono a Tokyo appositamente per l’evento.

Il perché è semplice: AnimeJapan è il luogo dove le grandi case di produzione — Toei Animation, MAPPA, Aniplex, KADOKAWA — annunciano le prossime stagioni delle serie più attese al mondo. Quest’anno sono presenti oltre 120 aziende espositrici, tra cui Netflix, che ha dedicato uno stage intero alle proprie produzioni anime. Ogni annuncio che esce da Tokyo Big Sight in quelle due giornate viene discusso e condiviso in tempo reale da decine di milioni di fan su ogni piattaforma immaginabile. Per fare un paragone italiano: è come se il Festival di Sanremo, la presentazione dei palinsesti RAI e il Lucca Comics & Games avvenissero nello stesso weekend, nello stesso edificio.

Da JoJo a Frieren: il programma del 28 e 29 marzo

Il programma di AnimeJapan 2026 è già noto nei suoi titoli principali, ed è un elenco da leggere con attenzione. Sul RED STAGE del 28 marzo sono attesi i panel di One Piece (con la presentazione speciale dell’Arc Elbaf), Jujutsu Kaisen, Demon Slayer e JoJo’s Bizarre Adventure: Steel Ball Run, con una Race Start Celebration Special dedicata al debutto ufficiale dell’adattamento animato della Part 7.

Il 29 marzo sarà il turno di Frieren: Beyond Journey’s End Season 2 sul RED STAGE, insieme a Re:Zero Season 4 — che festeggia il decimo anniversario della serie con un live concert — e a Oshi no Ko. Per chi non conosce questi titoli: Frieren è la serie che nel 2023 ha conquistato i massimi punteggi della storia su MyAnimeList, Re:Zero è un pilastro dell’isekai mondiale, e Oshi no Ko ha vinto il riconoscimento di anime dell’anno nel 2023. Tutti e tre torneranno con nuove stagioni, e AnimeJapan è il momento in cui i dettagli vengono rivelati al mondo.

I quattro palchi — RED, GREEN, BLUE e WHITE — ospiteranno in totale 50 panel nel corso del weekend. Le giornate del 30 e 31 marzo saranno riservate agli operatori del settore e ai media.

Un’industria da 25 miliardi che vive di fan europei

Dietro l’entusiasmo dei panel e delle code per il merchandise, AnimeJapan 2026 riflette una trasformazione economica senza precedenti. Secondo il rapporto annuale dell’Association of Japanese Animations (AJA), presentato in ottobre 2025, l’industria anime ha generato 25 miliardi di dollari nel 2024 — un aumento del 14,8% rispetto all’anno precedente, il secondo incremento annuo più alto mai registrato.

Per la terza volta nella storia, il mercato estero ha superato quello domestico: 14,25 miliardi di dollari dall’estero (56% del totale) contro 10,97 miliardi dal mercato giapponese. Le entrate estere sono cresciute del 26% anno su anno, mentre quelle domestiche sono rimaste quasi piatte (+2,8%). Senza la componente internazionale, l’industria non avrebbe registrato praticamente nessuna crescita reale nel 2024.

L’accelerazione internazionale è strutturale, trainata dalla diffusione delle piattaforme streaming globali come Netflix, Disney+ e Crunchyroll. Per l’Italia, che negli ultimi anni ha visto crescere rapidamente il numero di abbonati legati specificamente al consumo di anime, si tratta di una crescita che si traduce in ascolti, abbonamenti e acquisti di merchandise che arrivano direttamente in Giappone.

Lo stile Ghibli in ChatGPT e la domanda che l’industria non può ignorare

AnimeJapan 2026 si svolge sullo sfondo di una polemica che ha attraversato il mondo dell’animazione globale nelle ultime settimane: la capacità di ChatGPT di riprodurre lo stile visivo dei film Studio Ghibli in pochi secondi. La questione ha aperto un dibattito urgente in Giappone su cosa significhi proteggere lo stile artistico nell’era dell’AI.

Il tema è centrale per un’industria costruita sulla distintività visiva di ogni studio. MAPPA ha uno stile riconoscibile. Kyoto Animation ha uno stile riconoscibile. Studio Ghibli è inconfondibile. Se un sistema AI può replicare questi stili senza compenso e senza autorizzazione, il modello economico che ha generato 25 miliardi di dollari rischia di essere eroso dall’interno.

KADOKAWA, tra i principali editori manga e produttori anime — con sette studi sotto il proprio ombrello tra cui Dōga Kōbō ed ENGI — ha acquisito a febbraio 2025 lo studio di grafica e CG Chiptune, specializzato in background art, colorazione e compositing. Il CEO Takeshi Natsuno ha dichiarato che l’AI verrà usata come strumento di supporto agli artisti — per esempio nella colorazione delle celle dopo la fase di disegno — e non per sostituirli. La sfida per l’industria è integrare l’AI prima che sia l’AI a ridefinirla dall’esterno.

La sede più grande di sempre

La novità più visibile di quest’anno è l’espansione della sede: AnimeJapan 2026 occuperà non solo le hall est del Tokyo Big Sight ma anche i padiglioni sud e l’area espositiva sul tetto — la configurazione più grande mai utilizzata nelle tredici edizioni dell’evento. Una crescita fisica che rispecchia quella del mercato: sempre più grande, sempre più internazionale, sempre più difficile da ignorare anche per chi non si è mai considerato un appassionato di anime.

I titoli annunciati a Tokyo a fine marzo arriveranno sui nostri schermi doppiati in italiano entro mesi. Il “Manga We Want to See Animated Ranking” — in cui hanno votato oltre 222.000 fan in tutto il mondo — deciderà quali nuove storie giapponesi varranno una produzione milionaria. È una filiera culturale e industriale che parte dalla carta di un fumetto di Osaka o Tokyo e arriva al divano di casa a Milano o Roma.

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