
Venerdì 10 aprile 2026, nello studio del Primo Ministro a Tokyo, è successa una cosa insolita. La premier Sanae Takaichi — la prima donna a guidare il Giappone nella storia del paese — ha incontrato i Deep Purple, la leggendaria band rock britannica in tour in Giappone. Quando è entrata nella sala, ha aperto le braccia e ha esclamato: “Non posso crederci. I Deep Purple sono qui.”
Rivolgendosi al batterista Ian Paice, Takaichi gli ha detto in inglese: “Tu sei il mio dio” — consegnandogli un paio di bacchette da batteria di fabbricazione giapponese del marchio TAMA che aveva personalmente firmato. Paice le ha risposto: “Sei una batterista. Siamo amici.”
La scena ha fatto il giro del mondo.
Chi sono i Deep Purple e perché il Giappone li ama così tanto
I Deep Purple sono una delle band più importanti nella storia del rock. Fondati in Inghilterra nel 1968, insieme ai Black Sabbath e ai Led Zeppelin fanno parte di quella che i fan chiamano la “trinità sacra” del rock duro britannico. Il loro album più famoso è Machine Head del 1972, che contiene “Smoke on the Water” e “Highway Star” — due dei riff di chitarra più riconoscibili della storia della musica rock.
Il legame tra i Deep Purple e il Giappone è storico. La band aveva già fatto un primo tour in Giappone nel 1972, registrando un doppio album dal vivo che si intitolò proprio “Made in Japan” — uno dei dischi live più celebri del rock, che contribuì a consacrare la reputazione della band come macchina da live di straordinaria potenza. Da allora, i Deep Purple sono tornati regolarmente in Giappone, dove hanno una delle fanbase più fedeli al mondo.
Takaichi batterista: una storia meno conosciuta
Sanae Takaichi, 65 anni, è premier dal ottobre 2025. È nota al pubblico italiano soprattutto per le sue posizioni politiche conservative e per essere la prima donna a guidare il Giappone. Ma ha un lato meno conosciuto: è una fan devota di hard rock e heavy metal, con una storia personale intrecciata con la musica dei Deep Purple che risale all’infanzia.
Da piccola, Takaichi aveva comprato l’album Machine Head alle elementari. Alle medie aveva suonato le tastiere in una band tributo ai Deep Purple. Poi era passata alla batteria all’università — ed era nota per portare sempre con sé più paia di bacchette, perché le rompeva suonando con intensità.
All’incontro di venerdì, Takaichi ha anche raccontato una storia personale che ha fatto ridere tutti: “Ultimamente, quando litigo con mio marito, suono la batteria su ‘Burn’ per lanciare una maledizione su di lui.” Poi ha aggiunto che i Deep Purple sono “una delle bande che ho sempre profondamente ammirato”.
Il Giappone, il rock e la cultura dell’oshi
Questa storia dice qualcosa di preciso sulla cultura giapponese e sul suo rapporto con la musica. In Giappone esiste un concetto chiamato oshi — che potrebbe tradursi come “il tuo artista preferito, quello che supporti con tutto te stesso”. Non è una semplice preferenza musicale: è un’identità, un legame emotivo profondo, spesso duraturo per tutta la vita. Il fatto che la premier di un paese del G7 arrivi a un incontro istituzionale con la propria band del cuore e dica “sei il mio dio” non è percepito come imbarazzante in Giappone — è autentico.
Takaichi ha anche ricordato che promuovere i contenuti culturali è “uno dei settori chiave della strategia di crescita” del suo governo, e ha espresso la speranza che il tour dei Deep Purple in Giappone possa “servire come forza potente nella promozione degli scambi culturali tra Giappone e Regno Unito”. Un incontro tra una fan e i suoi eroi, trasformato anche in un atto di politica culturale.

