JESTA: dal 2028 serve un permesso per andare in Giappone

Passengers scanning passports at automated immigration gates in airport
Passengers scanning passports at automated immigration gates in airport

Il Giappone ha introdotto un sistema di pre-autorizzazione elettronica al viaggio, simile all’ESTA americano. Non scatta subito — ma chi ama il Giappone deve saperlo adesso. Come funziona, chi riguarda e perché è stato deciso.

Fino a pochissimo tempo fa, andare in Giappone dall’Italia era una delle esperienze di viaggio più scorrevoli al mondo. Si prenotava il volo, si faceva la valigia, si arrivava all’aeroporto di Narita o Kansai, si mostrava il passaporto: niente visto, niente moduli da compilare in anticipo, niente autorizzazioni preventive. Quella semplicità sta per cambiare.

Il 10 marzo 2026, il Gabinetto giapponese ha approvato un disegno di legge per modificare la legge sull’immigrazione e introdurre il JESTA — Japan Electronic System for Travel Authorization — un sistema di pre-autorizzazione elettronica obbligatoria per tutti i visitatori che oggi entrano in Giappone senza visto. Il 29 maggio 2026, il Parlamento ha approvato definitivamente la legge: 186 voti a favore e 58 contrari alla Camera dei Consiglieri, dopo l’approvazione della Camera dei Rappresentanti il 28 aprile. Il JESTA ha ora base legale.

Il governo punta a rendere il JESTA operativo durante l’anno fiscale 2028 — ovvero tra aprile 2028 e marzo 2029. È un’accelerazione rispetto all’obiettivo originale, che era il 2030.

Non è ancora attivo. Ma chi pianifica un viaggio in Giappone per il 2028 o il 2029 deve iniziare a capire cosa sta arrivando.

Cos’è il JESTA: la versione giapponese dell’ESTA americano

Il JESTA funziona in modo simile all’ESTA americano: i visitatori dovranno compilare online le proprie informazioni personali, le finalità del viaggio e i dati del soggiorno, e ricevere un’autorizzazione prima di partire. La mancanza di questa autorizzazione impedisce l’imbarco.

Il principio è lo stesso dell’ESTA: invece di scoprire all’arrivo che un passeggero ha precedenti penali o informazioni incompatibili con un ingresso regolare, si fa lo screening prima della partenza. Il problema viene intercettato prima che il passeggero si presenti all’aeroporto giapponese.

Il sistema si applica ai cittadini di circa 70 paesi attualmente beneficiari dell’ingresso senza visto in Giappone — inclusa l’Italia, che gode dell’esenzione dal visto per soggiorni fino a 90 giorni.

Perché il Giappone ha deciso di introdurre il JESTA adesso

L’obiettivo dichiarato è duplice: rafforzare i controlli sull’immigrazione e ridurre i casi di soggiorno oltre il termine del visto, e al tempo stesso velocizzare le procedure di ingresso per i viaggiatori regolari.

Il Primo Ministro Sanae Takaichi ha citato il JESTA nel suo discorso programmatico del 20 febbraio 2026, presentandolo come strumento per raggiungere l’obiettivo di “zero migranti illegali” mantenendo allo stesso tempo l’apertura al turismo. L’80% degli stranieri che entra oggi in Giappone lo fa senza visto — è questa enorme quota di ingressi non sottoposti a pre-screening che il JESTA intende coprire.

Come funzionerà nella pratica

Il sistema prevede almeno 17 mesi di sviluppo tecnico, circa 8 mesi di test con i sistemi correlati, e altri 3 mesi di formazione del personale. Il contractor per lo sviluppo del sistema era già stato selezionato entro aprile 2026.

Il JESTA si applicherà non solo ai passeggeri aerei, ma anche ai passeggeri di crociera. La tassa di autorizzazione sarà compresa tra ¥2.000 e ¥3.000 per persona — il dato definitivo sarà stabilito con decreto ministeriale più avanti.

Chi è escluso

Il JESTA non si applica a chi entra in Giappone con un visto regolare — studenti, lavoratori, residenti a lungo termine. Si applica esclusivamente a chi oggi entra senza visto, ovvero quasi tutti i turisti italiani.

Cosa cambia per chi pianifica un viaggio oggi

Per ora non cambia nulla. Chi va in Giappone nel 2026 o nel 2027 non dovrà fare nulla di diverso rispetto a oggi. Chi pianifica un viaggio per il 2028 o oltre deve iniziare a tenere d’occhio gli sviluppi: sarà necessario compilare un modulo online, pagare una tassa di autorizzazione, e ricevere una conferma prima di presentarsi al check-in.

Non è un cambiamento traumatico — chi ha già preso un volo per gli USA conosce bene la logica dell’ESTA. Ma è un cambiamento reale, che trasforma il Giappone da paese a “ingresso libero” a paese che vuole sapere chi arriva prima che arrivi.

Il quadro completo: il Giappone che si protegge senza chiudersi

Il JESTA fa parte di un pacchetto più ampio: la tassa di partenza triplicata a luglio 2026, il nuovo sistema di rimborso IVA a novembre 2026, le tasse di soggiorno locali. Il governo ha dichiarato come obiettivo quello di attrarre 60 milioni di turisti internazionali entro il 2030 — quasi il doppio degli attuali 35 milioni di visitatori del 2025. Ma vuole farlo in modo sostenibile, distribuendo i flussi e controllando gli ingressi.

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