Viaggio in Giappone: tutto cambia da luglio 2026

Passengers walking through airport terminal with luggage, planes outside at sunset
Passengers walking through airport terminal with luggage, planes outside at sunset

Dal 1° luglio la tassa di partenza triplica. Dal 1° novembre lo shopping tax-free funziona in modo completamente diverso. Ecco cosa sta cambiando — e perché il Giappone ha deciso di farlo adesso.

Chi sta pianificando un viaggio in Giappone per la seconda metà del 2026 o per il 2027 ha tutto l’interesse a leggere questo articolo prima di prenotare. Non si tratta di notizie di colore: sono modifiche concrete alle regole di viaggio, già approvate dal governo giapponese, che avranno un impatto diretto sul budget e sulle abitudini di ogni turista straniero.

Due le date da segnare sul calendario: 1° luglio 2026 e 1° novembre 2026.

Perché il Giappone ha deciso di cambiare le regole adesso

Nel 2025, il Giappone ha registrato oltre 32 milioni di arrivi internazionali, con un’infrastruttura turistica sotto pressione a Tokyo, Kyoto e Osaka che ha generato numerose lamentele da parte della popolazione locale.

Il paese è diventato una delle mete più visitate al mondo in tempi molto brevi, complice lo yen debole che lo ha reso eccezionalmente conveniente per i visitatori stranieri. Ma quella convenienza ha avuto un costo — non per i turisti, ma per chi ci abita: quartieri storici intasati, templi irraggiungibili, autobus presi d’assalto. La risposta del governo non è una chiusura, ma una serie di misure che scaricano il costo della gestione del turismo direttamente su chi quel turismo lo produce.

Dal 1° luglio: la tassa di partenza triplica

La cosiddetta tassa di partenza internazionale — soprannominata dai media anglosassoni la “Sayonara Tax” — è già inclusa automaticamente nel prezzo dei biglietti aerei e dei traghetti, quindi nessuno la paga separatamente all’aeroporto.

Dal 1° luglio 2026, questa tassa passerà da ¥1.000 a ¥3.000 per persona — una triplicazione del costo. La tassa si applica alla quasi totalità dei passeggeri in partenza dal Giappone: turisti stranieri, cittadini giapponesi e titolari di visti di lavoro o studio. Sono esenti i bambini sotto i due anni di età e i passeggeri in transito che lasciano il Giappone entro 24 ore dall’ingresso.

In termini pratici, ¥3.000 equivalgono a circa 16 euro al cambio attuale. Per una coppia, circa 32 euro. Per una famiglia di quattro persone con due bambini sopra i due anni, oltre 60 euro. Non una spesa che cambia la natura del viaggio, ma un costo che vale la pena calcolare.

C’è una clausola transitoria: per i biglietti acquistati entro il 30 giugno 2026, si applica ancora la vecchia tariffa da ¥1.000, anche se la partenza dal Giappone avviene dopo il 1° luglio. Vale la pena verificare con la propria compagnia aerea, perché i criteri di applicazione possono variare.

Perché la tassa è rimasta ferma a ¥1.000 per sette anni

La tassa di partenza giapponese era stata introdotta il 7 gennaio 2019 ed era rimasta invariata per sette anni, mentre il turismo prima crollava per la pandemia e poi esplodeva al di sopra dei livelli pre-pandemici. I proventi della nuova tassa serviranno a finanziare le politiche nazionali sul turismo: segnaletica multilingue, sistemi di prenotazione per le attrazioni più affollate, servizi igienici nei siti turistici e aggiornamenti digitali per i controlli doganali. La misura è stata inserita nella legge di riforma fiscale per l’anno 2026 dal Partito Liberal Democratico e dal Komeito, i partiti al governo.

Dal 1° novembre: addio allo shopping tax-free in negozio

Oggi il sistema funziona così: il turista straniero mostra il passaporto al momento del pagamento, e il negoziante deduce direttamente l’IVA del 10% dal totale. Si paga di meno, subito, senza ulteriori passaggi.

Dal 1° novembre 2026, questo sistema viene abolito. I turisti pagheranno il prezzo pieno — tasse incluse — al momento dell’acquisto. Per ottenere il rimborso dell’IVA, dovranno conservare tutti gli scontrini, registrare i propri acquisti tramite QR code sul sito J-TaxRefund, e completare la procedura di rimborso agli appositi chioschi elettronici in aeroporto prima di imbarcarsi, presentando passaporto e merci acquistate per ispezione doganale.

I rimborsi devono essere richiesti entro 90 giorni dall’acquisto. Se si dimentica di fare la procedura in aeroporto, il rimborso è perso definitivamente: non esiste un canale alternativo retroattivo.

Cosa cambia davvero per chi fa shopping in Giappone

La soglia minima di acquisto rimane invariata: ¥5.000 in un singolo negozio nella stessa giornata per avere diritto al rimborso. Il nuovo sistema elimina la distinzione tra “beni generali” e “beni di consumo” — come cibo, cosmetici e medicinali — che spesso creava confusione. Viene abolito anche il limite massimo di ¥500.000 per i beni di consumo, e non sarà più necessario l’imballaggio sigillato per cosmetici e prodotti alimentari acquistati esentasse.

Il cambiamento più pratico riguarda la gestione del rimborso in aeroporto. I viaggiatori sono fortemente consigliati di arrivare in aeroporto con ampio anticipo, specialmente nei periodi di alta stagione — un margine aggiuntivo di 45-60 minuti è consigliabile.

Le tasse di soggiorno: un mosaico già in atto

Oltre alla tassa di partenza e alla riforma dello shopping, da quest’anno sono entrate in vigore anche diverse tasse di soggiorno locali.

Kyoto ha introdotto un sistema a cinque scaglioni da marzo 2026: le strutture sotto ¥6.000 a notte pagano ¥200 per persona; tra ¥6.000 e ¥19.999 si pagano ¥400; tra ¥20.000 e ¥49.999 si pagano ¥1.000; tra ¥50.000 e ¥99.999 si pagano ¥4.000; oltre ¥100.000 a notte si pagano ¥10.000 per persona per notte. Tutte le tariffe sono per persona, non per camera — dettaglio rilevante per le coppie e le famiglie. Anche l’Hokkaido ha introdotto una tassa di soggiorno da aprile 2026, con tariffe che variano in base al costo della camera.

Il risultato complessivo è un Giappone che resta una delle destinazioni più desiderate al mondo, ma che si sta progressivamente riposizionando verso un modello di turismo meno di massa e più orientato alla qualità della visita — sia per i turisti che per i residenti.

Il consiglio pratico: cosa fare adesso

Se si sta pianificando un viaggio in Giappone con biglietti già emessi entro il 30 giugno 2026, si beneficia ancora della vecchia tassa di partenza da ¥1.000, indipendentemente dalla data di partenza. Per chi parte dopo luglio: la differenza è già incorporata nel prezzo del volo.

Per chi farà shopping dopo il 1° novembre: conservare tutti gli scontrini con meticolosità, registrarsi sul portale J-TaxRefund al primo acquisto, e pianificare di arrivare in aeroporto con almeno 45-60 minuti di anticipo aggiuntivo rispetto al solito. Il Giappone non è diventato meno bello. Ma stare al passo con le sue nuove regole è diventato parte integrante del viaggio.

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