
Prima o poi arriva il momento in cui si decide: “Quest’anno vado in Giappone”. Poi si apre un browser, e la quantità di informazioni può dare un po’ di vertigini. Città, treni, templi, prenotazioni, stagioni, costi – sembra tutto complicato.
In realtà, organizzare un viaggio in Giappone fai da te è più semplice di quanto si pensi. Il Paese è attrezzatissimo per accogliere visitatori stranieri, i trasporti funzionano con precisione svizzera e la segnaletica nelle grandi città è spesso disponibile anche in inglese. Basta sapere alcune cose fondamentali prima di partire. Questo articolo le raccoglie tutte, senza dare nulla per scontato.
Quando andare: il Giappone ha quattro stagioni (e tutte valgono il viaggio)
Una delle prime domande che ci si pone è: qual è il periodo migliore per andare in Giappone? La risposta dipende da cosa si cerca.
Tradizionalmente, la primavera (da marzo a maggio) è la stagione più famosa. È il periodo della sakura, la fioritura dei ciliegi. Per poche settimane all’anno, intere città si tingono di rosa e bianco, e i giapponesi festeggiano con l’hanami – letteralmente “guardare i fiori” – ovvero picnic e passeggiate sotto gli alberi in fiore. È uno spettacolo bellissimo, ma è anche il periodo con più turisti e prezzi più alti.
L’autunno (da settembre a novembre) è per molti il vero periodo migliore. Le temperature sono miti, l’umidità estiva è sparita, e gli aceri giapponesi si accendono di rosso e arancione. Si chiama koyo, ed è spettacolare quanto la fioritura, ma con meno folla.
L’estate (giugno-agosto) è calda e molto umida. Da giugno a metà luglio c’è anche la stagione delle piogge (tsuyu) , con giorni di pioggia costante. Chi sopporta il caldo però può assistere a magnifici fuochi d’artificio e festival notturni (matsuri).
L’inverno (da dicembre a febbraio) è ideale per chi vuole vedere la neve. Le Alpi giapponesi e l’isola di Hokkaido offrono paesaggi da cartolina e ottimo sci. Inoltre ci sono le luci di Natale (che qui sono una vera arte) e gli onsen, le sorgenti termali calde, sono ancora più piacevoli con la neve che cade intorno.
Un consiglio pratico: evitate le festività giapponesi se potete. La Golden Week (fine aprile-inizio maggio), la settimana di Obon (metà agosto) e il Capodanno (fine dicembre-inizio gennaio) sono i periodi in cui anche i giapponesi viaggiano. Treni e hotel sono pieni, e i prezzi salgono.
Quanto costa un viaggio in Giappone (e come risparmiare)
Circola ancora il mito che il Giappone sia carissimo. Non è più vero come una volta. Certo, non è il Sud-est asiatico, ma con una pianificazione attenta si può viaggiare con budget molto ragionevoli.
Ecco una stima dei costi giornalieri per persona (escluso il volo intercontinentale):
Budget basso (ostelli, street food, pochi spostamenti): 5.000 – 8.000 yen (circa 27 – 43 euro)
Budget medio (hotel business, ristoranti normali, qualche treno): 10.000 – 15.000 yen (circa 53 – 80 euro)
Budget alto (ryokan tradizionali, sushi di qualità, shinkansen frequenti): 20.000 yen in su (circa 107 euro in su)
I voli sono spesso la voce più costosa. Per risparmiare, si consiglia di prenotare con 2-3 mesi di anticipo e considerare aeroporti alternativi a Narita (quello principale di Tokyo). Haneda è più vicino alla città, e anche Kansai (Osaka) o Chubu (Nagoya) possono avere tariffe migliori a seconda della stagione .
Dove dormire è sorprendentemente flessibile. Oltre agli hotel occidentali, il Giappone offre:
Capsule hotel: piccoli “bozzoli” individuali, essenziali ed economici. Costo medio intorno alle 4.000 yen a notte .
Business hotel: camere piccole ma pulitissime, con tutto il necessario. Spesso includono una colazione semplice.
Ryokan: le locande tradizionali giapponesi. Hanno tatami (pavimenti in paglia di riso), futon stesi per terra e spesso includono cena e colazione. Un’esperienza culturale in sé. Si parte da circa 7.000 yen a persona a notte (circa 37 euro).
Ostelli: presenti in tutte le città, perfetti per viaggiatori soli o giovani.
Mangiare fuori non è costoso come si pensa. Un piatto di ramen costa da 800 a 1.200 yen (circa 4,30 – 6,40 euro). Un teishoku (menu completo con riso, zuppa, piatto principale e contorni) viene intorno a 1.000-1.500 yen (circa 5,30 – 8 euro). La catena di sushi a rotazione (kaiten-zushi) arriva a meno di 150 yen a piattino (circa 0,80 euro). Insomma, si mangia bene con poco.
I documenti: visto, passaporto e WiFi
Per i cittadini italiani, non è necessario il visto per soggiorni turistici fino a 90 giorni. Basta un passaporto in corso di validità. Attenzione: “in corso di validità” non significa che scade durante il viaggio – tradizionalmente si consiglia che abbia almeno 6 mesi di validità residua all’ingresso nel Paese (anche se ufficialmente la regola è meno rigida, meglio non rischiare).
All’arrivo, tutti i viaggiatori stranieri devono compilare una dichiarazione doganale e di immigrazione. Oggi si può fare online prima di partire attraverso il servizio Visit Japan Web , che genera due codici QR da mostrare in aeroporto. In alternativa, si compilano i moduli cartacei sull’aereo o all’arrivo – entrambi i metodi funzionano.
Internet in viaggio è fondamentale per mappe e traduzioni. Si hanno due opzioni principali:
1. Sim locale: si acquista in aeroporto all’arrivo (operatori come Sakura Mobile o Mobal). Richiede che il telefono sia sbloccato.
2. Pocket WiFi: un piccolo router portatile che si noleggia prima di partire e si ritira in aeroporto. Tiene connessi più dispositivi contemporaneamente. È la scelta più comune tra i turisti.
Come muoversi: treni, autobus e il mitico Japan Rail Pass
Il sistema di trasporti giapponese è efficientissimo ma inizialmente può confondere. La rete ferroviaria è gestita da diverse compagnie, la principale delle quali è Japan Railways (JR) .
Lo Shinkansen, il treno proiettile
Lo shinkansen, il famoso treno ad alta velocità, collega le principali isole e città. È puntuale al secondo, pulitissimo e comodo. Viaggia a velocità fino a 300 km/h. I biglietti non sono economici: ad esempio, Tokyo–Kyoto costa circa 14.000 yen a tratta (circa 75 euro), per un’ora e mezza di viaggio.
Il Japan Rail Pass (JR Pass)
Il Japan Rail Pass è un abbonamento che si può acquistare prima di partire (tradizionalmente solo per turisti con visto temporaneo). Permette di viaggiare in modo illimitato sulla maggior parte dei treni JR, compresi molti shinkansen, per un periodo di 7, 14 o 21 giorni consecutivi.
Attenzione: il pass non copre tutti gli shinkansen – ad esempio i più veloci Nozomi e Mizuho sono esclusi, a meno di pagare un supplemento. Inoltre, il pass ha senso solo se si fanno molti spostamenti a lunga distanza. Per un viaggio che include solo Tokyo–Kyoto–Osaka, spesso conviene comprare i singoli biglietti.
Il costo indicativo del JR Pass (al momento dell’ultimo aggiornamento dei prezzi) è di circa 30.000 yen per 7 giorni (circa 160 euro) e 50.000 yen per 14 giorni (circa 267 euro). Prima di acquistarlo, conviene sempre calcolare il costo dei singoli biglietti e confrontare.
Alternative economiche
Se si viaggia con budget limitato, gli autobus a lunga percorrenza sono un’ottima alternativa. Gli autobus notturni collegano Tokyo a Kyoto o Osaka per circa 4.000-8.000 yen (circa 21 – 43 euro), e si risparmia anche una notte di hotel. Non sono lussuosi, ma sono puliti e sicuri.
Nelle città, la metropolitana e i treni locali sono il mezzo principale. Si possono acquistare carte IC ricaricabili come Suica o Pasmo, che funzionano su quasi tutti i trasporti urbani e anche in molti negozi e distributori automatici. Si prendono alle biglietterie automatiche delle stazioni.
Muoversi in città: una nota
Tokyo e Osaka sono enormi, ma i mezzi pubblici coprono ogni angolo. Un consiglio pratico: non prendete taxi se non necessario. Sono tra i più cari del mondo. La metropolitana è quasi sempre più veloce.
Cosa mettere in valigia (e cosa lasciare a casa)
Il Giappone ha un clima variabile, ma ci sono alcune regole generali.
Portate sempre scarpe comode. Si cammina tantissimo, anche 20.000 passi al giorno. Scarpe da ginnastica già rodate sono la scelta migliore.
Preparatevi a togliere le scarpe spesso. In molti templi, ristoranti tradizionali, ryokan e persino alcuni camerini si entra senza scarpe. Scegliete scarpe facili da slacciare e portate calzini puliti e senza buchi.
Non portate troppi vestiti. Quasi tutti gli hotel hanno lavatrici a gettoni (spesso anche all-in-one che lavano e asciugano). È più intelligente lavare ogni 3-4 giorni che portare una valigia gigante.
In estate (giugno-agosto) serve vestiti leggeri, traspiranti, e un cappello. L’umidità è alta, e si suda molto. Un piccolo asciugamano da portare in borsa è utilissimo – i giapponesi lo usano per asciugarsi il sudore.
In inverno (dicembre-febbraio), soprattutto a Tokyo e a nord, fa freddo secco. Un piumino e una sciarpa bastano. A Hokkaido servono abiti pesanti.
Un ombrello pieghevole è sempre utile. Le piogge possono arrivare all’improvviso in qualsiasi stagione.
Etichette e buone maniere: cosa sapere per non sentirsi persi
I giapponesi sono molto pazienti con i turisti, ma conoscere alcune regole di base rende il viaggio più piacevole per tutti.
Togliere le scarpe non è solo una regola: è un rituale. All’ingresso di una casa, un ryokan, o alcuni ristoranti, c’è un piccolo rialzo (genkan). Si lasciano lì le scarpe, rivolte verso l’uscita. Ci sono quasi sempre ciabatte per muoversi dentro. E attenzione: le ciabatte del bagno sono solo per il bagno – non si esce con quelle.
Mance: mai. In Giappone lasciare la mancia è considerato scortese, perché implica che chi serve non è pagato abbastanza. Il servizio è incluso nel conto. Se si prova a lasciare soldi extra, è probabile che il cameriere vi rincorra per restituirli.
Mangiare ha alcune piccole regole. Prima del pasto si dice itadakimasu (pronunciato “itadakimas”, un “grazie per il cibo” informale). Alla fine, gochisosama deshita (“è stato un banchetto”). Non è obbligatorio, ma fa piacere. Con le bacchette: non si piantano mai in verticale nel riso (è un rituale funebre), non si passano cibo da bacchetta a bacchetta (stesso motivo), e non si usano per indicare o giocare.
Sui mezzi pubblici non si parla al telefono. Si può chiacchierare a voce bassa, ma le chiamate sono malviste. Meglio mettere il telefono in silenzioso.
Nei templi e santuari (shintoisti) ci sono piccole regole. Al torii (il cancello rosso che segna l’ingresso a un santuario shintoista), ci si inchina leggermente. Alla fontana di purificazione (temizuya), ci si lava mani e bocca – ma non si beve l’acqua. Nelle sale di preghiera, non si scattano foto se non esplicitamente permesso.
Cosa mangiare (senza paura)
La cucina giapponese è molto più di sushi e ramen. Ecco alcuni piatti che ogni viaggiatore dovrebbe provare:
Ramen: zuppa di noodle con brodo (di maiale, soia, miso o pesce). Ogni regione ha la sua variante.
Sushi e sashimi: il pesce crudo. Nei ristoranti a rotazione è economico e di qualità.
Tempura: verdure e pesce impanati e fritti in pastella leggera. Croccanti e non unti.
Okonomiyaki: una specie di frittata salata con cavolo, carne, frutti di mare, condita con salsa dolce e maionese.
Takoyaki: polpette di polpo, tipiche di Osaka.
Yakitori: spiedini di pollo grigliati.
Kaiseki: il pasto tradizionale a più portate, servito nei ryokan. Un’esperienza raffinata.
Matcha: tè verde in polvere. Non solo come bevanda, ma anche in dolci e gelati.
Una curiosità: lasciare cibo nel piatto è scortese. Si consiglia di ordinare solo quello che si è sicuri di finire.
Il mito della barriera linguistica
Molti hanno paura che senza giapponese sia impossibile cavarsela. Non è vero. Nelle grandi città, la segnaletica della metropolitana e dei treni è anche in inglese. I ristoranti nelle zone turistiche hanno spesso menu con foto o in inglese.
Imparare poche parole fa comunque la differenza. Ecco le più utili:
Hai = sì
Iie = no
Arigato gozaimasu = grazie (formale)
Sumimasen = scusa / permesso (parola utilissima per attirare l’attenzione o scusarsi)
Onegaishimasu = per favore (quando si chiede qualcosa)
Se ci si trova in difficoltà, scrivere su un foglio o mostrare una mappa funziona. I giapponesi sono spesso molto disponibili ad aiutare, anche senza parlare la stessa lingua.
Un itinerario classico per chi va la prima volta
Per chi non sa da dove cominciare, esiste un percorso tradizionale chiamato Golden Route (la Rotta d’Oro). Copre i luoghi imperdibili ed è pensato per 10-14 giorni:
Tokyo (3-4 giorni) : la capitale ipermoderna. Quartieri come Shinjuku (grattacieli e vita notturna), Shibuya (l’incrocio famoso), Asakusa (il tempio Senso-ji e l’atmosfera antica), Akihabara (elettronica e manga).
Hakone (1 giorno) : zona di onsen (sorgenti termali) con vista sul Monte Fuji. Si può fare un tour con funivia, navi sul lago e vedere le sorgenti termali.
Kyoto (3 giorni) : l’antica capitale, cuore culturale del Giappone. Templi come Kinkaku-ji (il Padiglione d’Oro), Fushimi Inari (i mille torii rossi), il quartiere delle geisha Gion.
Nara (1 giorno) : a un’ora da Kyoto, famosa per i cervi che girano liberi nel parco e per il Daibutsu, una statua di Buddha alta 15 metri.
Osaka (1-2 giorni) : città del cibo di strada e della vita notturna. Il quartiere Dotonbori con le sue insegne luminose è iconico.
Chi ha più tempo può aggiungere Hiroshima (con il Parco della Pace) e l’isola di Miyajima (il santuario galleggiante).
Cosa portare a casa (oltre ai ricordi)
Lo shopping in Giappone è un’esperienza. Oltre ai classici souvenir come ventagli, spade decorative o kimono, ci sono cose più originali:
KitKat al matcha e altri gusti insoliti (cioccolato al wasabi, alla soia, alla patata dolce).
Fazzoletti e asciugamani giapponesi: tessuti sottilissimi e morbidissimi.
Prodotti di cancelleria: le penne, i quaderni e gli stickers giapponesi sono famosi in tutto il mondo.
Ceramiche: in particolare quelle di Kyoto (Kiyomizu-yaki) o di Mino (Gifu).
Nei grandi magazzini si può fare tax-free shopping (esenzione dalle tasse) presentando il passaporto. Tradizionalmente, si deve spendere almeno 5.000 yen (circa 27 euro) nello stesso negozio nello stesso giorno.
E infine, un consiglio che vale per tutto
Il Giappone è un Paese che premia la pazienza e l’osservazione. Se non sai cosa fare in una situazione, guarda cosa fanno i giapponesi intorno a te e imitali. Funziona per la fila alla metropolitana, per l’uso delle ciabatte, per il modo di ordinare al ristorante.
Non serve essere perfetti. I giapponesi sanno che le loro regole sono complesse e apprezzano qualsiasi sforzo di adattamento. Un sorriso e un “sumimasen” sincero aprono quasi tutte le porte.
Viaggiare in Giappone non è difficile. È solo diverso. E quella diversità, una volta compresa, è esattamente il motivo per cui si torna a casa già pensando al prossimo viaggio.

