In Giappone l’opposizione riparte dai comuni dopo la sconfitta di febbraio

Japanese polling station illuminated at night with rain reflecting on wet pavement
Japanese polling station illuminated at night with rain reflecting on wet pavement

L’8 febbraio 2026 è stata una notte difficile per chi voleva cambiare il governo giapponese. L’LDP — il Partito Liberal Democratico guidato dalla premier Sanae Takaichi — ha vinto le elezioni politiche con una maggioranza storica dei due terzi alla Camera dei Rappresentanti, il risultato più ampio di un singolo partito nell’intero dopoguerra giapponese. I partiti di opposizione, colpiti e frastornati, si trovano ora a fare i conti con una nuova realtà. E la risposta che stanno preparando parte dal basso — dai comuni, dalle prefetture, dalle assemblee locali.

Secondo un articolo del Japan Times del 27 aprile, i partiti di opposizione stanno cercando di rafforzare la propria presenza nelle assemblee locali, e le elezioni amministrative della primavera del 2027 si preannunciano molto competitive. Il Partito Democratico per il Popolo (DPP) e il partito nazionalista Sanseito in particolare stanno pianificando di schierare candidati nelle elezioni locali in modo aggressivo, dopo che le deboli performance alle elezioni politiche di febbraio hanno convinto i loro dirigenti che le organizzazioni locali devono essere rafforzate.

Cosa è successo alle elezioni di febbraio 2026

Per capire questa strategia bisogna partire dalla sconfitta. Il 23 gennaio 2026, la premier Takaichi aveva sciolto la Camera dei Rappresentanti — la camera bassa del Parlamento giapponese — e convocato elezioni anticipate per l’8 febbraio, la campagna elettorale più breve nella storia repubblicana del paese. L’LDP ha ottenuto 316 seggi su 465, conquistando la maggioranza dei due terzi — il risultato più alto mai registrato da un singolo partito nel dopoguerra, superando il primato della stessa LDP del 1960.

La principale coalizione di opposizione, la Centrist Reform Alliance — nata dalla fusione affrettata tra il Partito Democratico Costituzionale e il Komeito, ex partner di coalizione dell’LDP — ha visto il proprio numero di seggi crollare di quasi tre quarti, fermandosi a 49 seggi. I leader di entrambi i partiti fondatori si sono dimessi dopo la sconfitta.

Chi sono i partiti che puntano alle elezioni locali

Nel panorama post-voto, le forze che si muovono con più determinazione sono due partiti minori che avevano già mostrato segnali di crescita nelle elezioni precedenti.

Il DPP — Partito Democratico per il Popolo, guidato da Yuichiro Tamaki — è un partito centrista focalizzato su temi economici, popolare in particolare tra i giovani e i lavoratori. Alle elezioni di febbraio aveva mantenuto stabilmente i suoi 28 seggi, posizionandosi come la terza forza del paese e usando la sua crescente presenza parlamentare per fare pressione sul governo sulla soglia di esenzione fiscale sul reddito.

Sanseito — guidato da Sohei Kamiya — è invece un partito nazionalista di destra dura, fortemente contrario all’immigrazione e favorevole all’abolizione dell’imposta sui consumi. Aveva ottenuto 15 seggi a febbraio, espandendo significativamente la sua presenza rispetto ai 2 seggi vinti nell’elezione della Camera Alta dell’estate 2025. Il suo modello di comunicazione è quasi interamente basato sui social media.

Perché le elezioni locali contano più di quanto sembri

In Giappone, le elezioni locali non sono una questione secondaria rispetto a quelle nazionali. I governatori delle prefetture e i sindaci dei comuni hanno poteri significativi su bilanci, infrastrutture, servizi sociali, politiche abitative e istruzione. E soprattutto, le organizzazioni locali sono il vivaio da cui i partiti traggono i candidati per le elezioni nazionali future.

La debolezza delle organizzazioni locali dell’opposizione aveva già pesato sul risultato di febbraio: senza una rete capillare di candidati e volontari sul territorio, i partiti si erano ritrovati a dipendere esclusivamente dal consenso degli elettori non affiliati — un bacino volatile e imprevedibile. La prossima tornata di elezioni amministrative unificate — le tōitsu chihō senkyo — è prevista per la primavera del 2027.

Scopri di più da Angolo Nippon

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere