Tokyo, mostra immersiva sugli yokai tra folklore e tecnologia

Visitors observing a large fantasy mural with monsters, a cyclops, and mythical creatures in a dark gallery.
Visitors observing a large fantasy mural with monsters, a cyclops, and mythical creatures in a dark gallery.

C’era una volta un Giappone in cui gli esseri umani vivevano fianco a fianco con creature soprannaturali. Si chiamano yokai (妖怪), un termine che potremmo tradurre approssimativamente come “spettri” o “demoni”, ma che in realtà racchiude un universo molto più vario e affascinante: spiriti della natura, oggetti animati, mostri dispettosi e divinità minori.

Dal 9 aprile 2026, e fino al 28 giugno, questi esseri leggendari sono tornati in vita. Non nei boschi o nei templi, ma nel cuore di Tokyo, grazie a una mostra immersiva che mescola arte antica e tecnologie all’avanguardia.

La “Yokai Immersive Experience Exhibition” si tiene al Warehouse Terrada nel quartiere di Shinagawa, a Tokyo, ed è la prima mostra museale immersiva interamente dedicata all’arte degli yokai.

Cosa sono gli yokai (e perché sono ancora ovunque intorno a noi)

Prima di parlare della mostra, facciamo un passo indietro. Chi sono esattamente questi yokai?

Nella cultura giapponese, gli yokai sono creature soprannaturali che popolano leggende, racconti popolari e opere d’arte da secoli. Alcuni sono terrificanti, altri sono buffi, molti sono semplicemente… strani. Tra i più famosi ci sono i kappa (KAP-pa), creature acquatiche simili a tartarughe con una conca d’acqua sulla testa, e i tengu (TEN-gu), esseri simili a folletti con lunghi nasi e ali .

Ma gli yokai non sono solo folklore del passato. Come spiega Takeaki Higashiyama, produttore della mostra, “penso che gli yokai abbiano molti elementi che sono diventati le origini della cultura pop giapponese, inclusi manga e anime” . In altre parole, i Pokemon, gli spiriti di Spirited Away e i mostri di Demon Slayer discendono direttamente da questi antichi racconti.

Dalle stampe antiche alle pareti che si muovono

La mostra raccoglie opere basate su oltre 300 creature yokai, distribuite in otto sale a tema . La particolarità è che non si limita a esporre quadri e rotoli da osservare a distanza. Utilizza la tecnologia del projection mapping (proiezioni digitali che trasformano intere superfici in schermi animati) per far muovere gli yokai su pareti e pavimenti, con audio stereofonico che avvolge il visitatore.

Le illustrazioni storiche provengono da opere d’arte dei periodi Edo (1603-1868) e Meiji (1868-1912) . Tra i pezzi forti c’è “Soma no Furudairi” (il palazzo in rovina di Soma), una stampa ukiyo-e (letteralmente “immagini del mondo fluttuante”, un genere artistico diffuso nel Giappone premoderno) realizzata da Utagawa Kuniyoshi, un famoso artista del tardo periodo Edo .

L’opera raffigura uno scheletro imponente che incombe dall’alto, inquietante ma anche stranamente comico. Ed è proprio questo il fascino degli yokai: non sono mai solo mostri, ma creature complesse che mescolano paura, ironia e meraviglia.

Un ponte tra passato e presente

Uno degli obiettivi dichiarati della mostra è mostrare come l’arte degli yokai abbia influenzato la cultura giapponese contemporanea. Higashiyama suggerisce ai visitatori di “confrontare gli yokai raffigurati nella storia giapponese con i personaggi yokai che compaiono nei manga e negli anime giapponesi moderni” .

L’ultima sala della mostra è dedicata all’arte moderna, con opere provenienti dallo Yokai Art Museum di Shodoshima, un’isola nella prefettura di Kagawa . Tra queste, un enorme dipinto lungo 7 metri realizzato con inchiostro nero sumi (inchiostro tradizionale giapponese) da Chubei Yagyu, direttore del museo e artista specializzato in yokai.

“Se trasformiamo gli yokai in forme e opere d’arte più divertenti, possiamo diffonderli in tutto il mondo”, ha detto Yagyu. “In modo che più persone possano trovarli interessanti, indipendentemente dalla loro religione o cultura” .

Informazioni pratiche per chi volesse visitarla

La mostra si trova presso il Warehouse Terrada G1 nel quartiere Shinagawa di Tokyo, vicino alla stazione di Tennozu Isle (linea Rinkai e monorotaia per l’aeroporto di Haneda) .

I biglietti acquistati il giorno stesso costano 2.600 yen per gli adulti (circa 16 euro). C’è anche un incentivo culturale: chi indossa abiti tradizionali giapponesi come il kimono o lo yukata (un kimono estivo più leggero) riceve uno sconto sul biglietto .

La mostra è aperta fino al 28 giugno 2026 e durante tutto il periodo sono disponibili informazioni in inglese. È permesso scattare foto all’interno .

Perché questa mostra è importante

Non è solo un evento per turisti o appassionati di manga. Questa mostra rappresenta un tentativo di rivitalizzare e trasmettere alle nuove generazioni un patrimonio culturale antico. Come ha detto Naoyuki Shimada, ricercatore di cultura yokai: “I reperti esposti spiegano il contesto storico che sta alla base della creazione di particolari opere d’arte yokai in ciascuna epoca. Voglio che questa mostra sia un’occasione per i visitatori di scoprire sorprese e acquisire nuove prospettive” .

In un’epoca in cui il Giappone è sempre più visitato da turisti stranieri (nel 2025 si sono registrati oltre 42 milioni di arrivi internazionali), iniziative come questa offrono un modo per accedere alla cultura profonda del Paese al di là delle immagini stereotipate . Non solo templi e samurai, ma un mondo di creature fantastiche che continua a vivere, evolversi e stupire.

La prima edizione della mostra, tenutasi a Nagoya nell’estate del 2025, aveva già attirato oltre 120.000 visitatori . Segno che l’interesse per questi antichi esseri non accenna a diminuire.

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