
C’è una storia che nel mondo del sumo giapponese tiene tutti col fiato sospeso. Si chiama Aonishiki Arata all’anagrafe sportiva, e Danylo Yavhusishyn nel passaporto ucraino. Ha 21 anni, è fuggito dalla guerra in Ucraina, non sapeva una parola di giapponese quando è arrivato in Giappone, e ora è uno degli atleti più seguiti del paese. Nel torneo di marzo 2026 ad Osaka aveva la possibilità di diventare il 76° yokozuna della storia del sumo — e il primo mai nato in Europa — ma il suo tentativo di promozione si è arenato in modo inatteso, lasciando tutto aperto per i prossimi mesi.
Per capire perché questa storia appassiona così tanto il Giappone, bisogna prima capire cos’è il sumo.
Cos’è il sumo — e cosa significa diventare yokozuna
Il sumo è lo sport nazionale per eccellenza del Giappone, con radici millenarie nella religione shintoista. Due lottatori si affrontano su un ring circolare di terra compattata chiamato dohyo: vince chi spinge l’avversario fuori dal cerchio, oppure chi lo fa toccare terra con qualsiasi parte del corpo tranne le piante dei piedi. Gli incontri durano spesso pochi secondi, ma il sistema di rituali, gerarchie e tornei che li circonda è complesso e affascinante.
I lottatori professionisti — chiamati rikishi — sono divisi in ranghi, e la carriera di ciascuno dipende dai risultati nei sei grandi tornei annuali, i basho, ciascuno della durata di quindici giorni. In cima alla gerarchia c’è il titolo di yokozuna — letteralmente “grande campione” — che non si guadagna soltanto vincendo tornei: richiede anche comportamento impeccabile dentro e fuori dal dohyo, perché il yokozuna è considerato un’incarnazione della tradizione giapponese. In quasi quattrocento anni di storia del sumo professionistico moderno, i yokozuna sono stati appena 75.
Da Vinnytsia a Osaka: la storia di Aonishiki
Danylo Yavhusishyn è nato il 23 marzo 2004 a Vinnytsia, nell’Ucraina centrale. Ha iniziato a fare sumo a sette anni, è diventato campione nazionale a diciassette e ha partecipato ai campionati mondiali juniores nel 2019. Poi è arrivata la guerra. Aveva l’età giusta — appena sotto i 18 anni richiesti per la leva militare obbligatoria — per lasciare il paese. Ha raggiunto la Germania, poi il Giappone, dove ha cominciato ad allenarsi presso l’università di Kansai prima di entrare nella scuola di sumo Ajigawa stable. Arrivò senza parlare giapponese. Oggi lo parla correntemente.
Il nome “Aonishiki” che ha scelto contiene la parola giapponese ao — che significa “blu” — un riferimento alla bandiera ucraina. Il nome completo è una variazione di quello del suo maestro, Aminishiki, secondo la tradizione del sumo che lega i lottatori di una stessa scuola attraverso il nome.
La sua ascesa è stata rapidissima. Ha fatto il suo debutto professionistico nel 2023 e ha raggiunto la prima divisione in meno di un anno — tra le promozioni più veloci nella storia del sumo moderno. A novembre 2025 ha vinto il suo primo Emperor’s Cup — il titolo del torneo — diventando il primo ucraino di sempre a vincere un grande torneo di sumo. Poi ha vinto di nuovo a gennaio 2026, in un testa a testa risolto al playoff.
Il torneo di marzo: l’occasione mancata — per ora
Arrivato al torneo di marzo 2026 a Osaka avendo vinto i due tornei precedenti, Aonishiki aveva davanti a sé una porta spalancata verso lo yokozuna: bastava vincere il torneo oppure terminare secondo per ottenere la promozione. Le cose non sono andate secondo i piani.
Già al secondo giorno di gara è stato sconfitto dal giovane prospetto Yoshinofuji — una sconfitta che ha sorpreso tutti. Poi ne sono arrivate altre, e la sua candidatura alla promozione è evaporata rapidamente. A torneo concluso, Aonishiki si è ritrovato con un record di 7-8, il che significa che dovrà difendere la sua stessa posizione di ozeki — il rango appena sotto yokozuna — nel prossimo torneo di maggio.
Il Japan Times, commentando il risultato, ha scritto che la sconfitta ad Osaka va letta come “un ostacolo lungo la sua strada verso il rango più alto del sumo” — non come una crisi. La lettura è condivisa da chi segue il sumo da vicino: i suoi avversari hanno cominciato a capire come batterlo, e lui dovrà adattarsi. A 21 anni, ha tempo.
Il prossimo appuntamento: Tokyo, maggio 2026
Il torneo di maggio si terrà al Ryogoku Kokugikan di Tokyo dal 10 al 24 maggio 2026. È considerato uno dei tornei più attesi dell’anno: con due yokozuna sul ring e Aonishiki chiamato a rispondere dopo la battuta d’arresto di Osaka, le aspettative sono altissime. I biglietti sono andati in vendita il 4 aprile.
Nel sumo, la strada verso il titolo più alto è sempre stata lunga. Ma da qui al prossimo torneo, il Giappone si chiede se un ragazzo ucraino fuggito dalla guerra potrà fare qualcosa che nessun europeo ha mai fatto in quattrocento anni di storia.

