
La sera del 31 marzo 2026, al Wembley Stadium di Londra — lo stadio più famoso del calcio mondiale, quello dove l’Inghilterra vinse il suo unico Mondiale nel 1966 — la nazionale giapponese ha vinto per 1-0 contro i padroni di casa. Non era mai successo prima. In tutti gli anni di partite tra le due nazionali, il Giappone non era mai riuscito a battere l’Inghilterra. Questa volta ci è riuscito, a casa loro, nello stadio simbolo del calcio britannico, a due mesi e mezzo dai Mondiali di calcio 2026.
Era un’amichevole — cioè una partita di preparazione, non valida per la qualificazione a nessuna competizione — ma il risultato ha fatto il giro del mondo. Non tanto per il punteggio in sé, quanto per cosa racconta di questa nazionale giapponese.
Come è andata la partita
Nonostante il dominio territoriale dei padroni di casa — l’Inghilterra ha controllato il 70% del possesso palla e ha tentato 17 conclusioni — sono stati i giapponesi a trovare il gol della vittoria, con Kaoru Mitoma al 23° minuto.
Il gol nasce da un’azione in contropiede, veloce e chirurgica, che è diventata simbolo dello stile di questa squadra: Mitoma ruba il pallone sulla propria trequarti, si invola verso la porta avversaria, mette in mezzo per Keito Nakamura, che restituisce il pallone all’ala del Brighton per il tiro vincente alle spalle del portiere Jordan Pickford.
Il Giappone ha poi gestito il vantaggio con ordine, lasciando all’Inghilterra il pallone ma negandole lo spazio per fare male. Il commissario tecnico Hajime Moriyasu ha commentato così la gara: “L’Inghilterra è una squadra forte e abbiamo dovuto resistere a lungo. Ma i giocatori sono stati tenaci e hanno messo in pratica come giocare con pazienza quando le cose non vanno nel verso giusto.”
Chi è Kaoru Mitoma, il giocatore del momento
Kaoru Mitoma, 28 anni, gioca nel Brighton & Hove Albion in Premier League — il campionato inglese, quindi. Nella sua carriera ha dimostrato una capacità rara di saltare l’uomo e creare situazioni di pericolo partendo dalla fascia sinistra. Non è un caso che abbia segnato proprio a Wembley contro la nazionale del paese dove gioca ogni settimana.
Tra i giocatori della nazionale giapponese ci sono nomi distribuiti nei campionati più importanti d’Europa: Hiroki Ito al Bayern Monaco, Ko Itakura al Feyenoord, Ao Tanaka al Leeds United, Wataru Endo in Premier League, e il portiere Zion Suzuki al Parma in Serie A. Non è più la nazionale esotica di Nakata e Nakamura degli anni Duemila: è una squadra fatta di professionisti che giocano ad altissimo livello ogni domenica nei campionati europei.
Un percorso di crescita straordinario
La vittoria su Wembley non è un episodio isolato. Il Giappone è imbattuto da settembre 2025, quando perse 2-0 contro gli Stati Uniti, e da allora ha battuto Brasile, Ghana, Bolivia, Scozia e ora anche l’Inghilterra.
Ma il punto di svolta nella storia recente della squadra risale al Mondiale in Qatar del 2022. In quella competizione il Giappone eliminò nel girone la Germania e la Spagna, due delle nazionali più forti al mondo, in quello che fu considerato uno dei risultati più sorprendenti nella storia del torneo. Da allora la squadra ha continuato a crescere, consolidando uno stile di gioco basato su pressing alto, transizioni rapidissime e organizzazione tattica precisa.
Perché questa vittoria conta, anche fuori dal campo
In Giappone il calcio non è sempre stato lo sport principale. Per decenni, il cuore sportivo del paese ha battuto soprattutto per il baseball — sport che ha una storia lunga più di un secolo in Giappone e una lega professionistica, la NPB (Nippon Professional Baseball), seguita da milioni di tifosi — e per il sumo, lo sport di lotta tradizionale che ha radici nella cultura shintoista e che rimane uno dei simboli dell’identità nazionale.
Il calcio ha cominciato a prendere piede negli anni Novanta, quando nel 1993 nacque la J.League, il campionato professionistico. Da allora la crescita è stata costante. Anche la cultura popolare ha aiutato: manga e anime a tema calcistico — come Captain Tsubasa, conosciuto in Italia come Holly e Benji — hanno avvicinato intere generazioni giapponesi a questo sport.
Oggi, con i Mondiali 2026 alle porte — che si terranno tra giugno e luglio negli Stati Uniti, Messico e Canada — il Giappone si presenta come una delle squadre più interessanti del torneo. Nel Gruppo F dovrà affrontare i Paesi Bassi, la Tunisia e la Svezia — un girone difficile, ma non impossibile per una squadra che ha appena espugnato Wembley.

