Il Giappone ospiterà i Mondiali di basket femminile del 2030

Indoor basketball game with players in action and a large crowd
Indoor basketball game with players in action and a large crowd

Martedì 21 aprile, a Berlino, la Federazione Internazionale della Pallacanestro (FIBA) ha preso una decisione importante: ha assegnato al Giappone l’organizzazione dei Campionati Mondiali Femminili di Basket del 2030.

La scelta è stata ufficializzata al termine di una riunione del Central Board FIBA, l’organo esecutivo che governa il basket mondiale. A vincere la candidatura giapponese è stato un insieme di fattori: infrastrutture moderne, esperienza nell’organizzare grandi eventi e una storia recente di successi sportivi.

Tokyo si prepara a diventare la capitale mondiale della palla a spicchi

Il torneo si giocherà dal 26 novembre all’8 dicembre 2030 interamente nella capitale giapponese, Tokyo. Sarà la prima volta che il Giappone ospita un Mondiale femminile di basket, dopo aver già accolto quello maschile nel 2006 e alcune partite dell’edizione 2023 nell’isola di Okinawa .

L’impianto principale non è stato ancora ufficialmente comunicato, ma è probabile che venga utilizzato uno dei grandi palazzetti già collaudati durante le Olimpiadi di Tokyo del 2020 (quelle che, causa pandemia, si sono svolte effettivamente nel 2021).

Perché proprio il 2030 è una data speciale

L’anno scelto non è casuale. Il 2030 coincide con il centenario della Japan Basketball Association (JBA) , la federazione cestistica giapponese. Organizzare il mondiale nell’anno del proprio centesimo compleanno è un simbolo potente: un modo per celebrare un secolo di storia guardando al futuro.

Inoltre, la scelta del Giappone da parte della FIBA premia anche i recenti risultati sportivi del paese. La nazionale femminile giapponese, conosciuta come “Akatsuki Japan” (che in giapponese significa “l’alba” o “la prima luce del giorno”), ha vinto la medaglia d’argento alle Olimpiadi di Tokyo 2020. Non è quindi solo un’organizzatrice affidabile, ma anche una potenziale protagonista sul campo.

Il senso politico di una scelta

Il segretario generale della FIBA, Andreas Zagklis, ha spiegato la decisione con parole precise: “Giappone e Francia (che ospiterà il mondiale maschile 2031) sono due nazioni che amano il basket, due destinazioni estremamente popolari tra i nostri tifosi, giocatori e partner”. Ma ha aggiunto un elemento chiave: entrambi i paesi “aggiungono il loro tocco locale e unico di eccellenza e sapore per rendere gli eventi davvero indimenticabili nel tempo”.

Tradotto: la FIBA ha scelto il Giappone perché sa fare le cose bene. Dopo il successo organizzativo delle Olimpiadi (nonostante le difficoltà della pandemia), Tokyo è vista come una garanzia di qualità e affidabilità.

Cosa cambia per il basket giapponese?

Per il movimento cestistico nipponico, questo annuncio è una spinta enorme. Significa:

Più investimenti nel basket femminile, che negli ultimi anni ha guadagnato popolarità anche grazie ai risultati olimpici.

Visibilità internazionale per la lega locale femminile (la Women’s Japan Basketball League, W League).

Un messaggio alle giovani atlete giapponesi: giocare a basket può portare a sognare in grande, fino a un mondiale in casa.

Non è stato ancora comunicato il nome dell’ambasciatore o dell’ambasciatrice dell’evento, ma è probabile che venga scelta una delle giocatrici simbolo della nazionale argento di Tokyo 2020, come Rui Machida (ex point guard, considerata una delle migliori assist-man al mondo) o Himawari Akaho.

Un’eredità che arriva da lontano

C’è un aspetto che rende questa notizia ancora più significativa. Il Giappone non era mai stato scelto per un Mondiale femminile, ma la sua ascesa nel basket internazionale è stata costante. Alle Olimpiadi di Tokyo 2020, la nazionale femminile ha stupito il mondo battendo squadre storiche come Francia e Belgio, prima di arrendersi in finale agli Stati Uniti.

Quel risultato non fu un caso isolato. Fu la dimostrazione che il basket giapponese, sia maschile che femminile, esiste a livelli competitivi altissimi. E ora, con i Mondiali del 2030, Tokyo avrà l’occasione di dimostrarlo di nuovo, questa volta davanti al proprio pubblico.

Scopri di più da Angolo Nippon

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere