In Giappone il morbillo è tornato: più casi che in tutto il 2025

Nighttime satellite view of Japan and nearby regions with illuminated cities and a large red coronavirus icon above the land.
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In tre mesi e mezzo, il Giappone ha già registrato più casi di morbillo di quanti ne abbia avuti nell’intero 2025. Non è una crisi sanitaria nel senso drammatico del termine, ma è un campanello d’allarme che il governo ha deciso di prendere sul serio: il 24 aprile 2026, il ministro della Salute Kenichiro Ueno ha convocato una riunione d’emergenza con i governi locali per chiedere l’attivazione di nuovi programmi di vaccinazione in tutto il paese.

Secondo un rapporto preliminare del Japan Institute for Health Security — il principale istituto di sorveglianza epidemiologica del Giappone — i casi di morbillo segnalati tra il 1° gennaio e il 12 aprile 2026 sono stati 299, già superiori ai 265 casi registrati per l’intero 2025. Nella settimana fino al 12 aprile, le strutture mediche di tutto il paese hanno segnalato 56 nuovi casi in sette giorni.

Cos’è il morbillo e perché è così pericoloso

Il morbillo — in giapponese hashika — è una malattia infettiva causata da un virus che si trasmette per via aerea, il che lo rende uno dei patogeni più contagiosi conosciuti: in una popolazione non immunizzata, ogni malato può infettarne in media 15 persone. I sintomi principali sono febbre alta, eruzione cutanea e infiammazione delle mucose. Nei paesi sviluppati, muore circa 1 persona ogni 1.000 infette.

Esiste un vaccino efficace e sicuro — il vaccino MPR (morbillo, parotite, rosolia) — e il Giappone lo offre gratuitamente ai bambini in due dosi. Nel 2015, l’Organizzazione Mondiale della Sanità aveva certificato il Giappone come paese in cui il morbillo era stato eliminato — uno status mantenuto fino al 2024, che significa che il virus non circolava più in modo endemico nel paese e che i casi erano quasi tutti importati dall’estero. Quell’equilibrio si sta ora rompendo.

Perché i casi stanno aumentando: turismo e vaccinazioni in calo

Il ministro Ueno ha indicato due cause principali: i casi importati dall’estero e il calo dei tassi di vaccinazione sia in Giappone sia a livello globale. Le infezioni a grappolo sono state osservate in scuole e altri ambienti collettivi.

Il primo fattore — i casi importati — è una conseguenza diretta della riapertura del turismo internazionale dopo il Covid. Il Giappone accoglie oggi un numero di turisti stranieri senza precedenti, e molti provengono da paesi dove il morbillo circola ancora. Tra i casi rilevati nei primi mesi del 2026, quelli con infezione avvenuta all’estero riguardavano principalmente ritorni dall’Indonesia (11 casi), India, Corea del Sud, Singapore e Filippine.

Il secondo fattore è più sistemico. In molti paesi, incluso il Giappone, i movimenti no-vax e la diffidenza verso i vaccini hanno ridotto le coperture vaccinali negli ultimi anni. Tra i casi analizzati, una parte significativa riguardava persone che avevano ricevuto due dosi di vaccino — un fenomeno chiamato “morbillo modificato”, in cui il vaccino non garantisce immunità completa ma riduce la gravità dei sintomi. Tra i non vaccinati, tutti i casi erano nella forma classica e più grave della malattia.

Cosa sta facendo il governo

Il ministro Ueno ha consigliato ai genitori di assicurarsi che i bambini ricevano le due dosi gratuite previste dal programma nazionale, e alle persone adulte di verificare la propria storia vaccinale. Ha raccomandato ai pazienti con sintomi sospetti di non uscire di casa, di contattare prima telefonicamente una struttura medica e di evitare i mezzi pubblici per recarsi dal medico, per non rischiare di contagiare altri passeggeri.

C’è anche un elemento aggiuntivo che preoccupa le autorità sanitarie: nel settembre 2026 si terranno a Nagoya e Aichi i Giochi Asiatici — uno degli eventi sportivi internazionali più grandi del continente. Il JIHS ha già segnalato che grandi eventi internazionali di questo tipo aumentano il rischio di diffusione di malattie infettive e ha sottolineato che il mantenimento di una copertura vaccinale alta sarà essenziale nei mesi precedenti all’evento.

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