
In Giappone, una persona condannata in via definitiva che vuole dimostrare la propria innocenza deve affrontare un sistema che la mette quasi sempre in svantaggio. Il tasso di condanna nei tribunali giapponesi è storicamente vicino al 99%, e riaprire un caso già chiuso è un percorso estenuante, spesso bloccato dalla possibilità che i procuratori facciano ricorso contro le decisioni di iniziare un nuovo processo. Il governo sta cercando di cambiare questo sistema — ma il cammino è più complicato del previsto.
Il 14 aprile 2026, il governo giapponese ha annunciato di voler presentare mercoledì 16 aprile alla riunione del partito di governo una bozza modificata del disegno di legge per riformare il sistema dei processi di revisione delle condanne definitive. La versione originale del testo, preparata dal Ministero della Giustizia, aveva scatenato la rivolta di molti parlamentari del Partito Liberal Democratico (LDP) — che avevano chiesto una norma più drastica.
Cos’è il sistema dei nuovi processi in Giappone e perché è controverso
In Giappone, come in molti paesi, esiste la possibilità di richiedere un nuovo processo — chiamato saishin — quando emergono nuove prove a favore di una persona già condannata in via definitiva. È il meccanismo attraverso cui chi è stato condannato per errore può cercare di essere riabilitato.
Il problema è che il sistema attuale permette ai pubblici ministeri di fare ricorso contro la decisione di un tribunale di aprire un nuovo processo. Questa possibilità — che non esiste in molti altri paesi democratici — ha l’effetto pratico di allungare enormemente i tempi: una persona già condannata ingiustamente può attendere anni, a volte decenni, prima che il suo nuovo processo possa effettivamente cominciare, perché la procura continua a presentare ricorsi. I sostenitori della riforma sostengono che i ricorsi dei procuratori sono “un fattore che ritarda il sollievo per le vittime di condanne false”.
La rivolta interna all’LDP: il partito contro il governo
La bozza originale del disegno di legge, preparata dal Ministero della Giustizia, manteneva questo diritto di ricorso dei procuratori. Era una soluzione di compromesso: limitava in qualche modo le loro possibilità, ma non le eliminava del tutto. A una riunione interna dell’LDP dedicata a esaminare la bozza, erano emerse forte opposizioni a questa parte del testo. Molti parlamentari avevano chiesto di vietare completamente i ricorsi dei procuratori contro le decisioni di aprire un nuovo processo.
La riunione, prevista per durare un’ora, si era prolungata per due ore e mezza — segnale del livello di tensione interna. L’ex ministro della Giustizia Keisuke Suzuki, che guida la commissione giudiziaria dell’LDP, aveva formalmente chiesto al ministero di riconsiderare la propria posizione. Non è normale che un partito di governo si ribelli apertamente a un testo preparato dalla propria burocrazia ministeriale.
Cosa prevede la bozza modificata
La bozza modificata che il governo sta ora preparando — frutto del negoziato tra il partito e il Ministero della Giustizia — prevede di porre limiti ai ricorsi dei procuratori contro le decisioni di autorizzare un nuovo processo, anche se non un divieto assoluto. La misura è pensata per placare l’LDP, pur non accogliendo completamente la richiesta di un bando totale dei ricorsi.
Il testo aggiornato dovrà superare l’esame del partito prima di essere formalmente presentato al Parlamento. Se approvato, modificherebbe il Codice di Procedura Penale giapponese.
Perché questa riforma riguarda la vita delle persone
Dietro questa disputa tecnica tra giuristi e politici ci sono storie reali di persone che hanno trascorso anni in prigione per crimini che non avevano commesso. Il Giappone ha avuto diversi casi celebri di condanne ingiuste — alcuni emersi dopo decenni di battaglie legali. Un gruppo di 142 esperti di diritto penale ha già firmato una dichiarazione congiunta definendo la proposta originale del governo gravata da “seri problemi”, in particolare per i limiti che poneva alla divulgazione di prove da parte degli inquirenti e per il mantenimento del diritto di appello dei procuratori
La riforma è attesa da anni. Se il governo riuscirà a far approvare una versione sufficiente a ridurre i tempi per le vittime di condanne ingiuste, sarà un cambiamento significativo per la giustizia penale di uno dei paesi con il tasso di condanna più alto del mondo democratico.

