Il film sul kabuki che ha battuto ogni record in Giappone

Kabuki actor in traditional costume holding sword in theatrical stance
Kabuki actor in traditional costume holding sword in theatrical stance

Si chiama Kokuho — che in giapponese significa “tesoro nazionale” — ed è un film di quasi tre ore ambientato nel mondo del kabuki, l’arte teatrale giapponese più antica e codificata. Non esattamente la ricetta per un blockbuster. Eppure, dall’uscita in sala in Giappone nel giugno 2025, questo film ha fatto qualcosa che nessuna pellicola giapponese dal vivo aveva mai fatto prima.

Secondo i dati resi noti dal distributore Toho, Kokuho ha incassato in Giappone oltre 20 miliardi di yen — circa 130 milioni di dollari — diventando il film live-action giapponese con il maggiore incasso di tutti i tempi nel mercato domestico, un record che continua ad aggiornarsi. Il film si è anche posizionato al decimo posto nella classifica di tutti i film mai distribuiti in Giappone, includendo produzioni straniere e anime — superando persino Il castello errante di Howl di Hayao Miyazaki del 2004.

Cos’è il kabuki — e perché pochi lo conoscono davvero

Il kabuki (歌舞伎) è una forma di teatro tradizionale giapponese nata nel XVII secolo, con circa 400 anni di storia. È riconosciuto dall’UNESCO come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità. Le sue caratteristiche più note sono il trucco elaaboratissimo — chiamato kumadori — i costumi sontuosi, i movimenti stilizzati e la recitazione amplificata. Tutti i ruoli, inclusi quelli femminili, sono storicamente interpretati da uomini: gli attori specializzati nei ruoli femminili si chiamano onnagata.

Il kabuki è anche un’arte profondamente dinastica. Le grandi famiglie di attori portano lo stesso nome d’arte di generazione in generazione, tramandando personaggi e tecniche da padre in figlio. I corsi della Scuola Nazionale di Formazione Teatrale hanno formato un terzo dei performer kabuki attivi oggi, ma i due posti disponibili per l’ultimo biennio di recitazione hanno ricevuto solo due candidature. Nonostante la sua grandiosità, il kabuki stava diventando sempre più un’arte per un pubblico anziano e di nicchia.

La storia di Kokuho: due attori, cinquant’anni, un’ossessione

Il film è diretto da Lee Sang-il e scritto da Satoko Okudera, basato sull’omonimo romanzo del 2018 di Shuichi Yoshida. Segue la storia di Kikuo Tachibana, figlio di un boss della yakuza adottato da una stella del kabuki, e del suo rapporto con il figlio del suo benefattore, Shunsuke: un’amicizia profonda e una rivalità bruciante che si dipana nell’arco di cinquant’anni.

Il titolo Kokuho è un riferimento a ningen kokuhō, letteralmente “tesoro nazionale vivente” — il titolo ufficiale assegnato in Giappone ai maestri delle arti tradizionali che raggiungono i vertici assoluti della loro disciplina. I due protagonisti, interpretati da Ryo Yoshizawa e Ryusei Yokohama, si sono preparati al ruolo con un anno e mezzo di training intensivo nelle tecniche del kabuki.

Il paradosso del successo: il kabuki stava morendo

Quello che rende questa storia ancora più straordinaria è il contesto in cui Kokuho ha trionfato. I dati del Japan Arts Council mostrano che la presenza ai teatri nazionali di kabuki era calata significativamente negli ultimi anni, senza mai tornare ai livelli pre-pandemia. Allo stesso tempo, la forma d’arte faticava ad attrarre nuovi apprendisti — il percorso di formazione tradizionale che avviene nelle famiglie kabuki dall’infanzia.

In sintesi: un film di tre ore su un’arte in declino è diventato il film live-action giapponese più visto di sempre. Il paradosso è totale — e affascinante.

Cosa ha cambiato il film nella vita del kabuki reale

Il successo di Kokuho ha innescato una rinascita dell’interesse per il kabuki nei teatri reali: i principali teatri hanno segnalato un’impennata nelle vendite dei biglietti, un numero crescente di giovani in platea e molti spettatori nuovi o di ritorno alle rappresentazioni tradizionali.

Il Japan Arts Council ha risposto distribuendo volantini per il proprio programma di gennaio 2026 davanti ai cinema che proiettavano il film, e ha organizzato rappresentazioni introduttive di classici kabuki a prezzi più accessibili per incoraggiare i nuovi spettatori.Nel cinema, a volte, un film non si limita a raccontare un mondo: lo salva.

Come vedere Kokuho in Italia

Dopo lo straordinario successo in patria, il fenomeno Kokuho si prepara a sbarcare anche nei cinema italiani. La pellicola di Lee Sang-il verrà distribuita nel nostro Paese da Tucker Film, che ne ha curato l’arrivo in concomitanza con la 28ª edizione del Far East Film Festival di Udine. Il film sarà presentato in anteprima nazionale durante i giorni del festival, tra il 24 aprile e il 2 maggio 2026, per poi approdare ufficialmente nelle sale di tutta Italia a partire dal 30 aprile.

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