Miura e Kihara: i campioni olimpici giapponesi del pattinaggio si ritirano

Un’ora di gloria raramente capita così. Quinta posizione dopo il programma corto, un errore che sembrava aver compromesso tutto, poi la rimonta e l’oro olimpico nella specialità coppie del pattinaggio artistico — il primo nella storia del Giappone in questa disciplina. Il 18 aprile 2026, Riku Miura e Ryuichi Kihara, i pattinatori che a febbraio avevano vinto l’oro olimpico ai Giochi di Milano-Cortina 2026, hanno annunciato il ritiro dall’attività agonistica in una dichiarazione congiunta pubblicata venerdì mattina.

Conosciuti dai loro fan come “RikuRyu”, i due hanno scritto: “Mentre la nostra carriera agonistica si conclude, sentiamo davvero di averla vissuta a pieno e di non avere rimpianti. Siamo orgogliosi di tutto ciò che abbiamo attraversato, e sentiamo di avere guadagnato tantissimo lungo il percorso.”

Cos’è il pattinaggio artistico coppie e perché il Giappone non aveva mai vinto

Per chi non conosce il pattinaggio artistico, è utile spiegare la differenza tra le discipline olimpiche. Il Giappone è storicamente una potenza nel pattinaggio individuale — uomini e donne — con campioni come Yuzuru Hanyu e Shizuka Arakawa che hanno vinto ori olimpici nel singolo. Ma il pattinaggio coppie — dove un uomo e una donna pattinano insieme, eseguendo lanci, sollevamenti sincronizzati e salti paralleli — era rimasto una disciplina dove il Giappone non era mai riuscito a salire sul podio olimpico.

Questa non era una lacuna casuale: il pattinaggio coppie richiede anni di allenamento congiunto tra i due partner, una sincronia fisica quasi assoluta, e una fiducia reciproca difficile da costruire. Miura e Kihara si erano formati come coppia solo nel 2020 — relativamente tardi per uno sport in cui le coppie spesso si allenano insieme dall’infanzia.

La storia della coppia: una rimonta in due anni

Sei anni prima dei Giochi di Milano-Cortina, Ryuichi Kihara stava considerando di appendere i pattini al chiodo. Fu contattato da un allenatore che lo invitò a fare una prova in coppia con Miura. A novembre dello stesso anno, i due fecero il loro debutto in competizione.In tre anni erano arrivati alle Olimpiadi di Pechino 2022. In cinque, avevano vinto due titoli mondiali, nel 2023 e nel 2025.

A Milano-Cortina, però, la gara sembrava compromessa: i due avevano commesso un errore nel programma corto ed erano scivolati in quinta posizione. Nel programma libero, però, pattinando sulle note di “Gladiator”, avevano eseguito una prestazione straordinaria — il miglior punteggio personale nel libero, 158,13 punti, per un totale di 231,24 — risalendo dal quinto posto al primo e conquistando l’oro.

“Non riusciamo ancora a credere che sia successo dopo la prestazione di ieri”, disse Kihara tramite interprete subito dopo la vittoria. “Eravamo molto delusi di quello che era successo, ma siamo davvero felici di come abbiamo pattinato oggi.”

Perché ritirarsi sul momento più alto

La decisione di ritirarsi immediatamente dopo la vittoria olimpica non è scontata nel mondo dello sport. Molti atleti continuano per altri anni, spinti da contratti, riconoscimenti o semplicemente dall’amore per la loro disciplina. Miura e Kihara hanno scelto diversamente: chiudere sul punto più alto possibile, con un oro olimpico che ha una storia straordinaria alle spalle — e che segna, per sempre, un confine nella storia del pattinaggio giapponese.

Il loro ritiro lascia la scena aperta a una nuova generazione, in uno sport in cui il Giappone era già forte nel singolo e ora ha dimostrato di poter vincere anche nelle coppie. Per i fan giapponesi, “RikuRyu” rimarrà il simbolo di quella possibilità.

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