Martedì 31 marzo, dopo quattro anni di chiusura, riapre l’Edo-Tokyo Museum, uno dei musei più importanti della capitale giapponese. Racconta la storia di Tokyo dall’epoca dei samurai a oggi, con ricostruzioni in scala reale e mostre interattive.

Martedì 25 marzo il museo Edo-Tokyo ha mostrato alla stampa le nuove installazioni dopo il completamento di una ristrutturazione durata quattro anni, in vista della riapertura ufficiale al pubblico prevista per il 31 marzo. È un evento atteso da tempo: questo museo, che si trova nel quartiere di Ryogoku a Tokyo, è uno dei luoghi più amati dai residenti e dai turisti per capire come la capitale giapponese sia diventata quella che è oggi.
Il nome stesso del museo, Edo-Tokyo, racconta una trasformazione. Edo era il nome della città prima del 1868, quando era la sede del potere dello shōgunato Tokugawa, il governo militare che controllò il Giappone per oltre 250 anni. Nel 1868, con la Restaurazione Meiji, il potere tornò all’imperatore e la capitale fu spostata da Kyoto a Edo, che fu ribattezzata Tokyo (letteralmente “capitale orientale”). Il museo ripercorre questi quasi 400 anni di storia, dal periodo Edo (1603-1868) fino ai giorni nostri.
Perché è stato chiuso così a lungo
Il museo ha aperto per la prima volta nel 1993 ed è rimasto sostanzialmente invariato per quasi trent’anni. La riapertura del museo era prevista per qualche momento nel 2025, ma è stata ritardata da lavori di adeguamento antisismico e ritardi nella progettazione delle nuove installazioni. Aprile 2022 è stato l’ultimo mese in cui i visitatori hanno potuto esplorare le sue sale prima della chiusura per la ristrutturazione.
Gran parte dei lavori è stata di tipo strutturale: sono stati fatti aggiornamenti per migliorare l’accessibilità, l’isolamento termico, l’impermeabilizzazione del tetto inclinato, e il sistema di aria condizionata è stato completamente sostituito. Non si tratta quindi di una semplice rinfrescata estetica, ma di un intervento profondo che ha richiesto una chiusura totale del museo.
La supervisione del design degli spazi interni ed esterni è stata affidata a Shohei Shigematsu, un architetto di fama internazionale. Lungo il percorso d’ingresso al museo è stata installata un’opera ispirata ai tradizionali torii, i portali che segnano l’ingresso ai santuari shintoisti. All’interno, invece, le gallerie dell’esposizione permanente presentano nuovi schermi di grandi dimensioni che ricreano i cieli di “Edo” e della Tokyo contemporanea creando un effetto immersivo che prima non c’era.
Cosa si può vedere al museo
Per chi non l’ha mai visitato, l’Edo-Tokyo Museum è un’esperienza diversa dalla maggior parte dei musei storici. Non ci sono solo teche con oggetti antichi: il museo ha fatto la scelta di ricostruire in scala reale interi edifici e scene di vita quotidiana, permettendo ai visitatori di “entrare” nella storia.
Una delle caratteristiche più distintive del museo è la riproduzione in scala reale del ponte Nihonbashi, che durante il periodo Edo segnava il punto di partenza delle principali strade del Giappone. Questo ponte, che i visitatori possono attraversare, collega simbolicamente la sezione dedicata a Edo con quella dedicata alla Tokyo moderna.
Il percorso si sviluppa su due piani: il sesto piano è dedicato al periodo Edo, mentre il quinto racconta la trasformazione in Tokyo moderna. Il gioiello della zona Edo è la replica a grandezza naturale del teatro Nakamura-za, fondato nel 1624 e uno dei principali teatri kabuki dell’epoca. Il kabuki è una forma di teatro tradizionale giapponese nata proprio nel periodo Edo, caratterizzata da costumi elaborati, trucco pesante e performance molto stilizzate.
Con questa ristrutturazione, i visitatori possono ora entrare nel teatro e camminare lungo una passerella appena installata, dove possono vedere gli strumenti musicali usati durante le rappresentazioni e apprezzare meglio l’architettura dell’edificio.
Nella zona Edo sono stati aggiunti nuovi elementi che ricreano la vivacità quotidiana della vecchia città, incluso un venditore di asagao (campanule) e una bancarella di tempura. La tempura – pesce o verdure fritti in pastella – è uno dei piatti più iconici della cucina giapponese e la sua versione moderna si è sviluppata proprio a Edo nel XVII secolo.
Nella sezione dedicata alla Tokyo moderna, invece, il pezzo forte è la ricostruzione alta 26 metri del negozio di orologi K. Hattori & Co. Kintaro Hattori fu il fondatore di quella che oggi è conosciuta come Seiko, uno dei più grandi produttori di orologi al mondo. L’edificio originale si trovava nel quartiere di Ginza ed era un simbolo della modernizzazione del Giappone nell’era Meiji (1868-1912).
Perché questo museo è così importante
L’Edo-Tokyo Museum non è solo un museo di storia locale. È un luogo dove si può capire come una città feudale di epoca samurai si sia trasformata in una delle metropoli più avanzate tecnologicamente del mondo, mantenendo allo stesso tempo molte delle sue tradizioni culturali.
Il periodo Edo fu un’epoca straordinaria nella storia giapponese. Per oltre 250 anni il paese rimase sostanzialmente isolato dal resto del mondo (la politica del sakoku, “paese chiuso”), ma internamente visse un periodo di pace, stabilità economica e fioritura culturale. Il sushi e la tempura si affermarono come cibi quotidiani. Il teatro kabuki e le stampe ukiyo-e (xilografie) fiorirono. Emerse una vivace cultura mercantile che diede origine a moda, intrattenimento e vita urbana che ancora oggi influenzano l’identità di Tokyo.
Le ukiyo-e (“immagini del mondo fluttuante”) sono stampe su legno che raffiguravano scene di vita quotidiana, paesaggi, attori kabuki e cortigiane. Artisti come Hokusai e Hiroshige – i cui lavori influenzarono profondamente gli impressionisti europei – lavorarono proprio in questo periodo.
Il museo presenta un’ampia gamma di materiali, inclusi manufatti legati alla vita quotidiana, al commercio e alla cultura. La collezione comprende oltre 350.000 oggetti, anche se ovviamente non tutti sono esposti contemporaneamente.
Un museo più accessibile
Una delle novità più importanti della ristrutturazione riguarda l’accessibilità per i visitatori internazionali. Le gallerie dell’esposizione permanente offrono audioguide in 13 lingue, incluso l’inglese. I visitatori possono accedere alle audioguide sui propri smartphone, senza bisogno di prendere in prestito dispositivi dedicati.
Inoltre, per supportare la comprensione intuitiva indipendentemente dalla lingua, sono stati posizionati video esplicativi e pittogrammi che illustrano come utilizzare le mostre interattive. Questo è particolarmente importante perché molti degli oggetti esposti possono essere toccati e manipolati dai visitatori – un’esperienza rara nei musei tradizionali.
Il prezzo d’ingresso rimane relativamente accessibile: 800 yen per gli adulti (circa 5 euro), 400 yen per gli over 65, tra 300 e 480 yen per studenti universitari e delle scuole superiori, e gratuito per i ragazzi delle scuole medie e più giovani.
Il contesto più ampio: Tokyo punta sulla sua storia
La riapertura del museo si inserisce in un più ampio sforzo da parte del governo metropolitano di Tokyo per valorizzare l’eredità storica della città. Il governo metropolitano di Tokyo ha lanciato la piattaforma ufficiale “Journey through Edo’s Legacy”, con itinerari curati, approfondimenti storici e ispirazione di viaggio incentrati sulla cultura di Edo.
Questa operazione non è casuale. Tokyo sta cercando di differenziarsi come destinazione turistica non solo per la sua modernità tecnologica e i suoi grattacieli, ma anche per il suo patrimonio storico-culturale. In un momento in cui il turismo internazionale in Giappone ha raggiunto livelli record – tra gennaio e novembre 2025 l’arcipelago ha attratto 39,06 milioni di persone, il 10% in più rispetto al 2024 – valorizzare musei come l’Edo-Tokyo diventa strategico.
Il quartiere di Ryogoku, dove si trova il museo, è particolarmente significativo perché è anche la casa del sumo, lo sport nazionale giapponese. Accanto al museo si trova il Ryogoku Kokugikan, il principale stadio dove si tengono i tornei di sumo. Questo sport ha radici profonde nel periodo Edo, quando si sviluppò come rituale religioso e allo stesso tempo come intrattenimento popolare.
La riapertura durante la stagione dei ciliegi
La riapertura è ben programmata, dato che molti visitatori saranno a Tokyo per godersi la stagione dei ciliegi in fiore. L’hanami – l’usanza di ammirare i ciliegi in fiore – è uno degli eventi più importanti dell’anno in Giappone, e attira milioni di turisti da tutto il mondo.
La combinazione di hanami e riapertura del museo dovrebbe portare grandi folle. Per chi non riuscirà a visitarlo subito, ci sono molti altri musei in città da esplorare, tra cui il famoso Tokyo National Museum a Ueno, il Japanese Sword Museum vicino all’Edo-Tokyo Museum dove gli appassionati di samurai possono conoscere i grandi maestri spadai, lo Shitamachi Museum nella città di Kōtō e il Fukagawa Edo Museum a Ueno, tutti creati dal governo metropolitano di Tokyo per preservare la storia e il ricco patrimonio culturale della città.

