Kirishima vince a Osaka, Aonishiki crolla: il sumo si ribalta

Il Basho di marzo di Osaka si è concluso domenica con la vittoria di Kirishima — sekiwake mongolo, ex ozeki retrocesso per infortunio nel 2024 — che conquista il suo terzo titolo in carriera con un record di 12-3, sollevando la Coppa dell’Imperatore per la prima volta dal 2023.

Il grande sconfitto è Aonishiki, l’ozeki ucraino che arrivava a Osaka da favorito assoluto e candidato alla promozione a yokozuna: ha chiuso con un record di soli 7-8, il primo record negativo della sua carriera professionistica, entrando in kadoban — la condizione di ozeki a rischio retrocessione che dovrà risolvere nel torneo di maggio.

La Japan Sumo Association esaminerà la ripromozione di Kirishima a ozeki nelle prossime settimane, mentre la promozione a yokozuna di Aonishiki viene rimandata almeno a maggio — se riuscirà prima a salvarsi dalla retrocessione.

Il torneo che nessuno aveva previsto

Osaka, 22 marzo. Sul dohyō dell’EDION Arena, Kirishima solleva la Coppa dell’Imperatore per la terza volta in carriera. Ha perso l’ultima partita del torneo contro Kotozakura, ma se n’è andato comunque con il titolo in mano — conquistato il giorno prima, quando i suoi due più diretti inseguitori, Kotoshoho e Hoshoryu, avevano entrambi perso i loro incontri decisivi lasciandolo irraggiungibile in classifica.

La storia vera di questo torneo, però, non è solo la sua vittoria — è il crollo di chi avrebbe dovuto vincere, e non l’ha fatto. Quindici giorni fa, quasi ogni analista e appassionato di sumo nel mondo aveva scritto lo stesso pronostico: questo sarebbe stato il torneo della coronazione di Aonishiki. Il giovane ozeki ucraino, 21 anni, aveva vinto i due tornei precedenti in modo dominante. Molti pensavano che il torneo di primavera sarebbe stata una cerimonia di incoronazione. Invece, è diventato il suo peggior incubo sportivo.

Il crollo di Aonishiki: cosa è andato storto

La storia di Aonishiki al Basho di Marzo è una di quelle storie sportive che si ricordano non per la vittoria ma per la caduta. Aonishiki è apparso “un’ombra di se stesso” — troppo eretto, troppo prevedibile, troppo facile da affrontare per avversari che avevano studiato le sue debolezze.

La chiave tecnica, spiegata dai commentatori giapponesi, è semplice nella formulazione e difficile da correggere: quando Aonishiki viene tenuto in posizione eretta invece di potersi abbassare sul centro di gravità, perde gran parte della sua potenza devastante. Gli avversari del Basho lo hanno capito e lo hanno sfruttato sistematicamente. Uno dopo l’altro, i lottatori sono saliti sul dohyō con un piano preciso: non lasciarlo abbassare. Il risultato è stata una serie di sconfitte inaspettate che ha trasformato il torneo della sua possibile incoronazione in un torneo di sopravvivenza.

L’ultimo incontro dell’ultimo giorno la dice tutta: Aonishiki affrontava lo yokozuna Hoshoryu con il bisogno disperato di un’ottava vittoria per evitare il kadoban. Hoshoryu lo ha gettato a terra con un uwatenage — un lancio sovraccario — lasciandolo con un record finale di 7-8. Per un lottatore abituato a chiudere ogni torneo sopra le undici vittorie, è una sconfitta che brucia. Ma non è la fine: è un avvertimento. Aonishiki compie 22 anni oggi 23 marzo — il giorno dopo la fine del torneo. Non era il regalo che si aspettava.

Kirishima: il nomade che non si è arreso

Dall’altra parte c’è la storia di Kirishima — e vale la pena raccontarla per intero, perché è quella del campione che a marzo 2026 nessuno si aspettava. Nato Byambachuluun Lkhagvasuren il 24 aprile 1996, è cresciuto in una famiglia di allevatori nomadi nella provincia di Dornod, nella Mongolia orientale, vicino al confine tra Cina e Russia. Come molti giovani mongoli attratti dalla tradizione e dal fascino economico del sumo giapponese, è arrivato in Giappone da adolescente, ha cambiato nome — prima in Kiribayama, poi in Kirishima — ha imparato il giapponese e ha scalato le gerarchie di uno sport dove i mongoli si erano già imposti come dominatori assoluti.

Kirishima aveva raggiunto il rango di ozeki nel maggio 2023. Poi un infortunio persistente al collo nel maggio 2024 lo aveva costretto alla retrocessione — un destino umiliante per un lottatore di quel calibro, che aveva dovuto ricominciare dai ranghi inferiori. Ha combattuto torneo dopo torneo senza mollare mai. Ora ha 34 vittorie negli ultimi tre tornei — la soglia che normalmente garantisce la ripromozione a ozeki. Il suo terzo yusho è arrivato in modo quasi paradossale: ha perso l’ultimo incontro contro Kotozakura, ma aveva già vinto il torneo il giorno prima. Un campione che vince perdendo — ma con pieno merito, dopo quindici giorni di lotta intelligente e determinata.

Il kadoban: cosa rischia Aonishiki a maggio

Per chi non conosce il sistema di ranghi del sumo, il kadoban è una condizione che scatta automaticamente quando un ozeki chiude un torneo con più sconfitte che vittorie. Aonishiki entra in kadoban per il torneo di maggio: se non otterrà almeno otto vittorie nel Basho di Maggio di Tokyo, perderà il rango di ozeki — il secondo più alto del sumo, quello che aveva conquistato in tempi record e che avrebbe dovuto essere il trampolino verso il yokozuna.

Gli esperti sono comunque ottimisti sul suo futuro: il crollo di questo torneo è stato specifico, tattico, e correggibile con il lavoro in palestra.

Il sumo che parla al mondo

Il March Basho 2026 lascia dietro di sé una storia che supera i confini dello sport. Da un lato, un lottatore mongolo cresciuto nelle steppe che trionfa grazie all’intelligenza tattica e alla resilienza personale. Dall’altro, un ex rifugiato ucraino che cade nel momento più atteso della sua carriera. Due storie che parlano di guerra, di migrazione, di integrazione — e che si svolgono su un dohyō di argilla sotto i riflettori di Osaka.

Le classifiche ufficiali per il torneo di maggio sono già state pubblicate: Atamifuji viene confermato a komusubi, Kirishima torna ozeki, e Aonishiki affronta il suo torneo più difficile da quando ha iniziato a scalare le gerarchie del grande sumo. Il Natsu Basho di Tokyo — al Ryogoku Kokugikan — si preannuncia già come uno dei più attesi degli ultimi anni.

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