
Il Giappone chiude il 2025 con un nuovo massimo storico del debito pubblico: 1.342 trilioni di yen, in aumento di oltre 24 trilioni rispetto all’anno precedente. A pesare sono soprattutto le emissioni di titoli di Stato a lungo termine, che rappresentano la parte più consistente dell’indebitamento.
Il dato conferma una tendenza strutturale. Il Giappone resta infatti il Paese avanzato con il rapporto debito/PIL più elevato al mondo, superiore al 230%. Un livello che da anni alimenta il dibattito sulla sostenibilità delle finanze pubbliche.
Tra le cause principali dell’aumento figurano la crescente spesa per pensioni e sanità, in una società che invecchia rapidamente, e il ricorso frequente a bilanci supplementari per sostenere l’economia. Inoltre, con l’uscita graduale dalle politiche monetarie ultra-espansive della Bank of Japan, il costo del servizio del debito potrebbe aumentare nei prossimi anni.
Il governo della premier Sanae Takaichi parla di una linea di finanza “responsabile e proattiva” e punta a ridurre progressivamente il rapporto debito/PIL. Tuttavia, tra stimoli fiscali, possibile riduzione delle imposte e pressioni sociali, il percorso verso un riequilibrio dei conti pubblici appare complesso.
